Alta Via dei Parchi - Tappa #23

Da Camaldoli a Badia Prataglia

Un incredibile viaggio a piedi attraversando due parchi nazionali, cinque parchi regionali ed uno interregionale nello stupendo Appennino tra Emilia Romagna, Toscana e Marche: 500 chilometri totali suddivisi in 27 tappe, capaci di suscitare nel viaggiatore grandi emozioni e senso di avventura, grazie a panorami mozzafiato, vasti orizzonti, natura selvaggia e le tracce storiche di antichi confini.

Il percorso è studiato per consentire agli escursionisti di ammirare il meglio di ciò che le montagne appenniniche sono in grado di offrire: circhi glaciali, laghi immersi in praterie di alta quota, torrenti scroscianti, sterminate foreste, rupi vulcaniche e falesie di gesso.

E' consigliato percorrere l'Alta Via nel periodo che va da metà primavera a metà autunno, mentre gli escursionisti più esperti possono affrontarla anche nei mesi invernali, con la dovuta attrezzatura e cautela, soprattutto nei tratti che possono presentare neve dove il crinale supera i 1400 metri di quota. Sono presenti varie strutture ricettive nei posti tappa (permettendo quindi di percorrere le tappe anche singolarmente), mentre chi desidera pernottare in tenda è invitato a consultare le indicazioni sul bivacco con tenda. 

Credits: Ambiente - Regione Emilia Romagna

23° TAPPACamaldoli - Badia Prataglia (13,4 km)

Dal ponte sul Fosso di Camaldoli si sale subito nel bosco, che offre rare vedute del monastero, fino ad arrivare al Rifugio Cotozzo, che può offrire un modesto riparo d’emergenza. Si continua a mezza costa fra faggi e abeti giganteschi, incontrando la Fontana della Duchessa e poco dopo la strada asfaltata fra il Sacro Eremo e il Passo Fangacci, che si segue in salita.

In breve si raggiunge l’incantevole radura di Prato alla Penna e da lì il Passo Fangacci tagliando attraverso la faggeta. Si segue ancora la strada per poche centinaia di metri, quindi si riprende il sentiero di crinale che subito si biforca: a sinistra si va in meno di mezz’ora al Monte Penna, deviazione consigliabile per la straordinaria veduta degli impervi valloni ammantati di foreste che convergono verso il lago di Ridracoli.

L’Alta Via continua invece risalendo Poggio allo Spillo (1438 m) e, poco dopo, lascia il crinale al Passo della Crocina per scendere lungo lo scosceso Fosso del Puntone fino alla radura di Campo all’Agio. Da qui, andando a sinistra si va direttamente al Rifugio Carbonile, lungo la strada per il Passo dei Mandrioli; in alternativa si può scendere direttamente a Badia Prataglia, dove l’antica chiesa abbaziale merita sicuramente una visita.

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@ph. Archivio parco nazionale Foreste Casentinesi @ph. Archivio parco nazionale Foreste Casentinesi @ph. Sandro Bassi

Punti d'interesse

PRATO ALLA PENNA
PRATO ALLA PENNA

Importante crocevia posto a 1248 metri sulla cresta di confine tra Toscana ed Emilia-Romagna, lungo la strada che dall'Eremo di Camaldoli porta al Rifugio Fangacci e poi a Badia Prataglia. La bella e panoramica radura si apre contornata da foreste, ed è un luogo molto ben conosciuto dagli amanti del trekking, in quanto posto sul sentiero molto frequentato che da Prato alla Penna porta al Passo della Calla.

MONTE PENNA
MONTE PENNA

Lo spettacolo dalla cima del monte (1331 mt.) è uno dei più suggestivi di tutto l’Appennino: a perdita d’occhio spiccano le foreste secolari della Lama e gran parte degli impervi valloni ricoperti di boschi che scendono verso la Romagna. Nelle giornate terse lo sguardo può raggiungere la costa adriatica e le lontane colline romagnole, dal faentino al riminese.

BUCA DELLE FATE
BUCA DELLE FATE

Rappresenta una delle più importanti cavità naturali del Parco delle Foreste Casentinesi. La grotta si apre a quota 1195 m s.l.m. lungo il versante sinistro del fosso di Fiume d’Isola, 200 m. sotto la cima di Poggio Rovino, e si inoltra nella montagna per 70 m. circa. Ha avuto probabilmente origine da movimenti franosi ed è molto ramificata, scendendo gradualmente per un dislivello di 5 m. Per la sua ampiezza e particolarità, questa grotta ha dato vita a diverse leggende, come testimonia anche il toponimo.

BADIA PRATAGLIA
BADIA PRATAGLIA

Il paese è una piccola riserva naturale all’interno del Parco delle Foreste Casentinesi, immerso nel verde rigoglioso dei suoi ben conservati boschi, e da sempre rappresenta uno dei centri turistici più prestigiosi ed attrezzati del Casentino. Badia è costituita da un insieme di piccoli gruppi di abitazioni chiamati Castelletti, sparsi a poca distanza l'uno dall'altro, nascosti tra castagneti ed abetine, ognuno con proprio nome e identità. Storicamente legata alla presenza dei monaci benedettini sul territorio, Badia ha origini prima dell’anno 1000: testimone di ciò è l’antica Abbazia, i cui resti (la cripta e alcuni capitelli) sopravvivono all’interno dell’attuale chiesa romanica.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Poppi

Partenza: Camaldoli

Comune di arrivo: Poppi

Arrivo: Badia Prataglia

Lunghezza(km.): 13

Difficoltà: Escursionistico

Disciplina: Escursione

Tipologia itinerario: Mezza giornata

Dislivello in salita (m): 920

Dislivello in discesa (m): 770

Punto più alto (m): 1444

Punto più basso (m): 868

Durata (h): 0

Link Utili

ambiente.regione.emilia-romagna.it/parchi-natura2000/fruizione/altavia/tappe