Alta Via dei Parchi - Tappa #7

Da San Pellegrino in Alpe al Lago Santo Modenese

Un incredibile viaggio a piedi attraversando due parchi nazionali, cinque parchi regionali ed uno interregionale nello stupendo Appennino tra Emilia Romagna, Toscana e Marche: 500 chilometri totali suddivisi in 27 tappe, capaci di suscitare nel viaggiatore grandi emozioni e senso di avventura, grazie a panorami mozzafiato, vasti orizzonti, natura selvaggia e le tracce storiche di antichi confini.

Il percorso è studiato per consentire agli escursionisti di ammirare il meglio di ciò che le montagne appenniniche sono in grado di offrire: circhi glaciali, laghi immersi in praterie di alta quota, torrenti scroscianti, sterminate foreste, rupi vulcaniche e falesie di gesso.

E' consigliato percorrere l'Alta Via nel periodo che va da metà primavera a metà autunno, mentre gli escursionisti più esperti possono affrontarla anche nei mesi invernali, con la dovuta attrezzatura e cautela, soprattutto nei tratti che possono presentare neve dove il crinale supera i 1400 metri di quota.
Sono presenti varie strutture ricettive nei posti tappa (permettendo quindi di percorrere le tappe anche singolarmente), mentre chi desidera pernottare in tenda è invitato a consultare le indicazioni sul bivacco con tenda. 

Credits: Ambiente - Regione Emilia Romagna

7° TAPPASan Pellegrino in Alpe - Lago Santo Modenese (14.8 km)

Da San Pellegrino si sale subito nel bosco lungo la mulattiera che porta al Giro del Diavolo, grande cumulo di sassi deposti nei secoli dai pellegrini nei pressi del crinale, a simboleggiare i peccati da espiare. Da qui si può prendere il sentiero proveniente dal Passo delle Radici, che si mantiene vicino al filo di cresta con numerosi saliscendi, ma è preferibile seguire la bella strada forestale che corre quasi orizzontale sul versante toscano fino al valico della Bassa del Saltello.

Usciti dal bosco, si risale il Monte Romecchio (1700 m.), seguito dal Colle delle Vacche dove inizia l’aperto percorso lungo la cresta rocciosa delle Cime di Romecchio (1786 m.): affacciandosi sul versante modenese si notano le belle conche ricche di acquitrini che sovrastano le vaste faggete del Rio delle Fontanacce, mentre più lontano si staglia il bizzarro profilo del Sasso Tignoso.

La salita alla Cima dell’Omo (1859 m.) è faticosa ma è ripagata dall’ampiezza delle vedute; al successivo valico, il Colle Bruciata, si lascia il crinale raggiungendo in breve il grandioso anfiteatro glaciale delle Fontanacce, disseminato di blocchi morenici e ricco di sorgenti.
Attraverso le pietraie dei Campi di Annibale si giunge al Passo Boccaia, quindi una breve discesa nel bosco porta al Lago Santo Modenese, dominato dal largo versante settentrionale del Monte Giovo, articolato in una serie di cenge.

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Punti d'interesse

BASSA DEL SALTELLO
BASSA DEL SALTELLO

Si tratta di un punto di passaggio strategico fra la Toscana e l'Emilia fin dai tempi dei Romani: Saltello sta ad indicare un piccolo saltus, cioè un luogo soggetto a tasse. Si trattava di un territorio fiscale che abbracciava tutta la regione del Friniate, fra il Monte Albano e il Monte Romecchio. Questo passo costituiva un punto nevralgico di una strada che probabilmente era una deviazione della Via Aurelia e della Francigena: in territorio toscano si trovava un ospizio dedicato a San Bartolomeo, ma detto “del Saltello”. Qui sostavano i pellegrini e i mercanti diretti o provenienti dall’Emilia.

CIME DI ROMECCHIO
CIME DI ROMECCHIO

Le due appuntite Cime di Romecchio si innalzano “gemelle” e quasi simmetriche una di fronte all’altra. La seconda si eleva con un notevole salto verticale sui sottostanti Legacci della Porticciola, e da essa si gode di un vasto panorama: in particolare, merita di essere ricordata l’imponente veduta di scorcio sulla Cima dell’Omo. I vecchi pastori della montagna spiegavano l’origine di queste due vette, dalla forma pressoché identica, con una storia dall’antico sapore fiabesco.

LAGO SANTO MODENESE
LAGO SANTO MODENESE

Si trova a 1.501 m. di quota e con una superficie di 58.000 m2 è il maggior lago naturale dell'Appennino modenese. Il lago è in parte di origine glaciale e sulle sue spalle porta ancora il segno di molte leggende popolari sull’origine del suo nome. L’attributo “Modenese” è per distinguerlo da quello omonimo “Parmense”. La facilità nel raggiungere il lago, sia in automobile sia a piedi, seguendo i numerosi sentieri esistenti, fa’ di questo posto uno dei più frequentati del territorio appenninico.

MONTE GIOVO
MONTE GIOVO

Con i suoi 1997 mt di altezza è una delle vette più alte dell'Appennino Tosco-Emiliano. Nei giorni particolarmente limpidi la vista dalla vetta può arrivare persino al mare, alle Alpi Apuane e anche alla vastissima Pianura Padana. Il monte è molto noto perché con la sua possente mole domina, con uno strapiombo di quasi 500 metri, il sottostante Lago Santo Modenese, meta frequentata dagli escursionisti, con il quale forma un binomio inscindibile.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Frassinoro

Partenza: San Pellegrino in Alpe

Comune di arrivo: Pievepelago

Arrivo: Lago Santo Modenese

Lunghezza(km.): 15

Difficoltà: Escursionistico

Disciplina: Escursione

Tipologia itinerario: Giornata intera

Dislivello in salita (m): 720

Dislivello in discesa (m): 700

Punto più alto (m): 1847

Punto più basso (m): 1504

Durata (h): 6

Link Utili

ambiente.regione.emilia-romagna.it/parchi-natura2000/fruizione/altavia/tappe

Comuni attraversati

Frassinoro (MO)
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