Alta Via dei Parchi - Tappa #14

Dall'Alpe di Monghidoro a Le Selve

Un incredibile viaggio a piedi attraversando due parchi nazionali, cinque parchi regionali ed uno interregionale nello stupendo Appennino tra Emilia Romagna, Toscana e Marche: 500 chilometri totali suddivisi in 27 tappe, capaci di suscitare nel viaggiatore grandi emozioni e senso di avventura, grazie a panorami mozzafiato, vasti orizzonti, natura selvaggia e le tracce storiche di antichi confini.

Il percorso è studiato per consentire agli escursionisti di ammirare il meglio di ciò che le montagne appenniniche sono in grado di offrire: circhi glaciali, laghi immersi in praterie di alta quota, torrenti scroscianti, sterminate foreste, rupi vulcaniche e falesie di gesso.

E' consigliato percorrere l'Alta Via nel periodo che va da metà primavera a metà autunno, mentre gli escursionisti più esperti possono affrontarla anche nei mesi invernali, con la dovuta attrezzatura e cautela, soprattutto nei tratti che possono presentare neve dove il crinale supera i 1400 metri di quota.
Sono presenti varie strutture ricettive nei posti tappa (permettendo quindi di percorrere le tappe anche singolarmente), mentre chi desidera pernottare in tenda è invitato a consultare le indicazioni sul bivacco con tenda. 

Credits: Ambiente - Regione Emilia Romagna

14° TAPPAAlpe di Monghidoro - Le Selve (22,8 km)

Tappa piuttosto lunga, che raggiunge le colline romagnole attraversando ambienti molto diversi tra loro.

Si parte prendendo la strada che collega Castel dell’Alpi alla statale della Futa e si continua a salire nella faggeta costeggiando le pendici del Monte Oggioli per poi scendere al Passo della Raticosa, lungo l’antica strada fra Bologna e Firenze che oggi vediamo nel suo tracciato ottocentesco.
Dal valico si raggiunge il soprastante Monte Canda, buon punto panoramico sull’intera conca di Firenzuola e sul suggestivo paesaggio delle argille verso cui ci stiamo dirigendo.

Il percorso ora si mantiene sulla larga dorsale fra le valli dell’Idice e del Santerno, costellata di ginepri e di blocchi rocciosi fra cui spicca, in basso, il cupo monolite ofiolitico del Sasso di San Zenobi.
Si entra quindi nella valle del torrente Sillaro, dominata sul fianco sinistro dal parco eolico dei Casoni di Romagna e su quello destro dalle più ripide arenarie del Monte la Fine, che si risale nel bosco fino al pilastro della cima (993 m).

Dopo un comodo tratto in cresta, si scende verso la valle del Santerno al Monte Pratolungo e da lì alla chiesetta di Montefune, dove la strada diventa rotabile. Seguendola in discesa, fra i bellissimi castagneti del Rio Magnola, si arriva velocemente al bivio per il camping-ostello Le Selve.

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Alpe di Monghidoro @ph Rodrigotebani Sasso di San Zanobi @ph. Khruner

Punti d'interesse

PASSO DELLA RATICOSA
PASSO DELLA RATICOSA

Antico passo appenninico che rappresenta un punto nodale importante nel sistema viario tra Bologna e Firenze. Il valico è posto ad un’altitudine di 968 m. e dal capoluogo emiliano risale la valle dell'Idice. Il complesso montuoso su cui si adagia comprende alcuni rilievi, tra cui il Monte Oggioli e il Monte Canda, bel punto panoramico sulla conca di Firenzuola e sulla valle dell’Idice. Il passo, che durante la Seconda Guerra Mondiale fu presidiato dalla linea Gotica, oggi è meta molto frequentata soprattutto dai motociclisti emiliano-romagnoli e toscani: il piazzale alla sommità del passo si trasforma nelle giornate più limpide in un vero “salone a cielo aperto”, affollato di motociclette e relativi centauri.

CHIESA DI SANTA MARIA IN MONTEFUNE
CHIESA DI SANTA MARIA IN MONTEFUNE

La chiesa è in posizione panoramica sul crinale. Fu costruita quando venne distrutto il Castello di Monte la Fine: qui, verso la metà del XIV secolo, fu trasportato il titolo della Natività di Maria della chiesa del suddetto castello. La primitiva chiesa fu affidata nel 1525 ai Carmelitani scalzi che l'abbandonarono nel 1652. Nel 1669 venne dichiarata sede parrocchiale e nei primi anni dell’’800 la chiesa fu ricostruita a spese di Pio VII. All’interno ci sono ben tre altari e vi sono conservati alcuni resti di manufatti decorativi in arenaria provenienti dal Castello di Monte la Fine. Interessante sapere che in questa chiesa vi era anche un Tabernacolo dipinto dal Beato Angelico, oggi conservato in parte al Louvre in parte all’Ermitage.

MONTE LA FINE
MONTE LA FINE

E’ la montagna più alta ed importante dell'Appennino imolese, posta tra Castel del Rio e Firenzuola. La vetta è in Toscana, nei pressi di Piancaldoli, e raggiunge i 993 m s.l.m: sulla radura posta in cima si trova un grande obelisco con croce e da lì si ha una bella vista sulla valle di Firenzuola e su quella del Santerno.

SASSO DI SAN ZANOBI
SASSO DI SAN ZANOBI

Questa roccia magmatica nera, con striature verdastre e violacee, è chiamata Sasso di San Zenobi in Romagna e si innalza nella valle del torrente Diaterna, a poca distanza dal Passo della Raticosa. La formazione rocciosa - che per il suo colore così diverso rispetto al paesaggio circostante fu ritenuto a lungo un meteorite - sorge vicino al luogo in cui un tempo c’era una chiesetta, distrutta dal passaggio della guerra, e dove nel Medioevo la famiglia Ubaldini possedeva una rocca. Il Sasso è avvolto in alcune leggende popolari legate al Diavolo e a San Zanobi, vescovo di Firenze tra il IV e il V secolo, un Santo la cui storia pare essere ricca di miracoli.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Monghidoro

Partenza: Alpe di Monghidoro

Comune di arrivo: Castel del Rio

Arrivo: Le Selve

Lunghezza(km.): 23

Difficoltà: Escursionistico

Disciplina: Escursione

Tipologia itinerario: Giornata intera

Dislivello in salita (m): 830

Dislivello in discesa (m): 1370

Punto più alto (m): 1188

Punto più basso (m): 495

Durata (h): 8

Link Utili

ambiente.regione.emilia-romagna.it/parchi-natura2000/fruizione/altavia/tappe

Comuni attraversati

Castel del Rio (BO)
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