Alta Via dei Parchi - Tappa #16

Da Tossignano a Carnè

Un incredibile viaggio a piedi attraversando due parchi nazionali, cinque parchi regionali ed uno interregionale nello stupendo Appennino tra Emilia Romagna, Toscana e Marche: 500 chilometri totali suddivisi in 27 tappe, capaci di suscitare nel viaggiatore grandi emozioni e senso di avventura, grazie a panorami mozzafiato, vasti orizzonti, natura selvaggia e le tracce storiche di antichi confini.

Il percorso è studiato per consentire agli escursionisti di ammirare il meglio di ciò che le montagne appenniniche sono in grado di offrire: circhi glaciali, laghi immersi in praterie di alta quota, torrenti scroscianti, sterminate foreste, rupi vulcaniche e falesie di gesso.

E' consigliato percorrere l'Alta Via nel periodo che va da metà primavera a metà autunno, mentre gli escursionisti più esperti possono affrontarla anche nei mesi invernali, con la dovuta attrezzatura e cautela, soprattutto nei tratti che possono presentare neve dove il crinale supera i 1400 metri di quota.
Sono presenti varie strutture ricettive nei posti tappa (permettendo quindi di percorrere le tappe anche singolarmente), mentre chi desidera pernottare in tenda è invitato a consultare le indicazioni sul bivacco con tenda. 

Credits: Ambiente - Regione Emilia Romagna

16° TAPPATossignano - Carnè (19 km)

È forse la tappa più particolare dell’intera Alta Via, percorrendo quasi per intero la cresta della Vena del Gesso.

Dai resti della rocca di Tossignano si scende alla gola di Tramosasso, scavata nel gesso dal Rio Sgarba, per poi risalire ai piedi delle falesie stratificate della Riva di San Biagio.
Alla sella successiva inizia il percorso in cresta, sullo straordinario terreno roccioso formato da cristalli traslucidi di gesso dove le assolate pareti rivolte a mezzogiorno sono in netto contrasto ambientale con gli ombrosi castagneti dei versanti che guardano la pianura.

Dopo il Monte del Casino si incontra la larga sella di Cà Budrio e si prosegue sulla cresta con modesti saliscendi fino alla chiesetta di Sasso Letroso, affacciata sulla valle del torrente Senio di fronte alla gigantesca cava di Monte Tondo.

Scesi su strada a Borgo Rivola si tocca il punto più basso dell’intera Alta Via nei 98 metri della passerella sul Senio, poi si torna a salire toccando il minuscolo borgo dei Crivellari e rimontando le brulle pendici del Monte della Volpe.
Dalla cima si segue il filo di cresta fino alla Sella di Cà Faggia, con belle vedute sulle valle cieca del Rio Stella sbarrata da un’imponente serie di falesie.

Si continua su terreno roccioso, arrivando a incrociare la strada che sale alla panoramica cima di Monte Mauro, che con i suoi 515 metri è la massima elevazione della Vena; nei pressi si trova l’antica pieve di S. Maria in Tiberiaco, recentemente ristrutturata.

L’ultima, ripida, discesa della giornata porta al fondovalle del torrente Sintria, quindi si risale fra frutteti, vigne e boschetti fino all’ingresso settentrionale del Parco naturale del Carnè, e da lì agli edifici dell’omonimo Centro Visite.

E' preferibile evitare la percorrenza di questa tappa durante i mesi di luglio ed agosto, che la rendono particolarmente pesante per il caldo.

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Vena del Gesso da Tossignano @ph. Antonella Lizzani Sella di Cà Budrio @ph. Ermanno Biffi Cava Monte Tondo @ph. ildirettore Cà Budrio @ph. ildirettore Monte Mauro Carnè @ph. Dadonene89

Punti d'interesse

MONTE MAURO
MONTE MAURO

Con i suoi 515 metri è la cima più alta della Vena del Gesso Romagnola. Si trova fra la valle del Senio e quella del Sintria, in un’area carsica la cui importanza geologica è indiscutibile. Nel suo sottosuolo, infatti, ci sono alcune fra le grotte più rilevanti della regione e, soprattutto, un complesso ipogeo di gesso fra i più importanti al mondo. In prossimità della cima sorge l’Eremo di Monte Mauro, ovvero la Pieve di Santa Maria in Tiberiaco, edificio religioso di antiche origini (intorno al 932), ricostruito nell’Ottocento e recentemente ristrutturato e valorizzato. Sono presenti anche i pochi ruderi dell'antico castello, di cui rimangono solo la base del mastio e tratti di mura. Il Monte Mauro offre un bel panorama sulla sottostante valle del Sintria, verso l’Appennino e la pianura Padana.

PARCO NATURALE DEL CARNE’
PARCO NATURALE DEL CARNE’

Il territorio fa parte della Vena del Gesso Romagnola e si sviluppa in zona collinare sulle pendici del Monte di Rontana. L’area è geologicamente molto interessante ed è caratterizzata da una morfologia mossa, con affioramenti rocciosi, conche, dossi e doline. Frequenti sono le cavità carsiche, abissi e gallerie, che si aprono nell’area e sono solo in parte esplorate. Tutto intorno una folta macchia mediterranea ed ampi prati creano un angolo di natura facilmente godibile in tutte le stagioni.

CAVA MONTE TONDO
CAVA MONTE TONDO

Il Monte Tondo - e in modo particolare la Tana del Re Tiberio qui ubicata - è uno dei luoghi dove nacquero la geologia e l’archeologia stratigrafica moderne e dove si sviluppano alcuni tra i maggiori sistemi carsici nei gessi europei. La cava è un luogo-simbolo della Vena del Gesso Romagnola e dell’intera regione: in un affioramento evaporitico limitato a circa 1,5 kmq si concentrano infatti valori naturali e storico-culturali di livello assoluto. Situata lungo il versante idrografico destro della valle del Senio, questa cava a cielo aperto è l’unico polo estrattivo regionale autorizzato in cui concentrare l’escavazione del gesso. E’ una stazione che ospita anche specie botaniche rarissime e imponenti colonie di pipistrelli durante il letargo invernale.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Borgo Tossignano

Partenza: Tossignano

Comune di arrivo: Brisighella

Arrivo: Carnè

Lunghezza(km.): 19

Difficoltà: Escursionisti Esperti

Disciplina: Escursione

Tipologia itinerario: Giornata intera

Dislivello in salita (m): 1180

Dislivello in discesa (m): 1060

Punto più alto (m): 515

Punto più basso (m): 98

Durata (h): 8

Link Utili

ambiente.regione.emilia-romagna.it/parchi-natura2000/fruizione/altavia/tappe

Comuni attraversati

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