Alta Via dei Parchi - Tappa #22

Da Campigna a Camaldoli

Un incredibile viaggio a piedi attraversando due parchi nazionali, cinque parchi regionali ed uno interregionale nello stupendo Appennino tra Emilia Romagna, Toscana e Marche: 500 chilometri totali suddivisi in 27 tappe, capaci di suscitare nel viaggiatore grandi emozioni e senso di avventura, grazie a panorami mozzafiato, vasti orizzonti, natura selvaggia e le tracce storiche di antichi confini.

Il percorso è studiato per consentire agli escursionisti di ammirare il meglio di ciò che le montagne appenniniche sono in grado di offrire: circhi glaciali, laghi immersi in praterie di alta quota, torrenti scroscianti, sterminate foreste, rupi vulcaniche e falesie di gesso.

E' consigliato percorrere l'Alta Via nel periodo che va da metà primavera a metà autunno, mentre gli escursionisti più esperti possono affrontarla anche nei mesi invernali, con la dovuta attrezzatura e cautela, soprattutto nei tratti che possono presentare neve dove il crinale supera i 1400 metri di quota.
Sono presenti varie strutture ricettive nei posti tappa (permettendo quindi di percorrere le tappe anche singolarmente), mentre chi desidera pernottare in tenda è invitato a consultare le indicazioni sul bivacco con tenda. 

Credits: Ambiente - Regione Emilia Romagna

22° TAPPACampigna - Camaldoli (6,6 km)

Bella e classica camminata che percorre la cresta sovrastante la Riserva di Sasso Fratino, custode delle più belle foreste del Parco.

Da Campigna bisogna risalire fino al Passo della Calla seguendo il sentiero che taglia i tornanti della strada. Dal valico si prende la comoda pista forestale che corre nei pressi del crinale fra le Riserve integrali di Sasso Fratino e della Pietra, in uno scenario forestale incantato. Il bosco è una distesa compatta e continua, da cui si esce soltanto nell’isola erbosa, e molto panoramica, della cima di Poggio Scali (1520 m).

Dopo il Passo del Porcareccio si attraversano alcune radure acquitrinose prima di incontrare la più vasta apertura di Prato Bertone; qui si lascia la cresta per scendere attraverso gli altissimi abeti che accompagnano il cammino fino al muro perimetrale del Sacro Eremo di Camaldoli, da dieci secoli straordinaria isola di raccoglimento e preghiera nella selvaggia vastità della foresta.

Dall’Eremo si scende in direzione di Camaldoli lungo il sentiero che taglia i numerosi tornanti della strada. Dopo un laghetto, che un tempo veniva usato come peschiera dai frati, si incontrano le tre croci in legno che in passato segnavano il limite della clausura eremitica.

Scendendo a fianco del Fosso di Camaldoli nell’umidità del bosco si incontrano un paio di cappelle in pietra e poco dopo si arriva all’omonimo monastero, casa-madre dell’ordine fondato da San Romualdo nel 1024.
I vasti edifici in pietra sono allungati attorno al nucleo principale che ospita la foresteria, la biblioteca e l’antica farmacia; una bella fontana col simbolo camaldolese delle colombe congiunte vigila l’ingresso.

Vai alla tappa precedente #21
Vai alla tappa successiva #23

Foreste @ph Fiorenzo Rossetti Panorama @ph Fiorenzo Rossetti Poggio Scali @ph Fiorenzo Rossetti Eremo Camaldoli @ph. Francesco Gasparetti

Punti d'interesse

EREMO DI CAMALDOLI
EREMO DI CAMALDOLI

Isolato in mezzo ad una foresta a 1100 metri di altezza, all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, il complesso religioso fu fondato da San Romualdo nei primi anni dell'XI secolo ed è uno dei due centri in cui si sviluppa la vita della comunità monastica della Congregazione benedettina dei Camaldolesi, insieme al vicino Monastero. Mentre quest’ultimo rappresenta la casa-madre dell’ordine, l’Eremo è il luogo maggiormente dedito al raccoglimento personale. Il complesso è interamente cinto da un muro di sasso e si affaccia sulla strada tramite un portone, attraverso il quale si accede al cortile e agli edifici interni: la foresteria, la Chiesa duecentesca dedicata a san Salvatore Trasfigurato, l’antica cella eremitica di San Romualdo (inglobata nella biblioteca), la sala del refettorio e le numerose celle dei monaci.

RISERVA NATURALE DI SASSO FRATINO
RISERVA NATURALE DI SASSO FRATINO

E’ la prima Riserva Integrale istituita in Italia (1959): più di 700 ettari di territorio boscoso dal valore inestimabile nel cuore del Parco delle Foreste Casentinesi, recentemente entrato a far parte del Patrimonio Naturale UNESCO. Istituita allo scopo di conservare uno dei pochi lembi di foresta giunto a noi quasi intatto, dove è vietato l’accesso pubblico senza controllo, la Riserva si estende sul versante forlivese del crinale appenninico tosco-romagnolo e si caratterizza per le sue fitte foreste di antichissimi faggi e abeti, per la sua flora e fauna e per il suo sistema geologico e geomorfologico.

COMMENTI

PER INSERIRE UN COMMENTO DEVI ESSERE REGISTRATO



Non sono stati scritti ancora commenti su Alta Via dei Parchi - Tappa #22. Scrivi tu il primo commento su Alta Via dei Parchi - Tappa #22

Dati tecnici

Comune di partenza: Santa Sofia

Partenza: Campigna

Comune di arrivo: Poppi

Arrivo: Camaldoli

Lunghezza(km.): 7

Difficoltà: Escursionistico

Disciplina: Escursione

Tipologia itinerario: Vie brevi - Mezza giornata

Dislivello in salita (m): 640

Dislivello in discesa (m): 890

Punto più alto (m): 1472

Punto più basso (m): 842

Durata (h): 3

Link Utili

ambiente.regione.emilia-romagna.it/parchi-natura2000/fruizione/altavia/tappe

Comuni attraversati

Santa Sofia (FC)
Santa Sofia (FC)

Centro di montagna, di origini antiche, la cui economia si basa sull’agricoltura e...