Alta Via dei Parchi - Tappa #26

Da Rifugio Biancaneve al Fumaiolo a Bascio

Un incredibile viaggio a piedi attraversando due parchi nazionali, cinque parchi regionali ed uno interregionale nello stupendo Appennino tra Emilia Romagna, Toscana e Marche: 500 chilometri totali suddivisi in 27 tappe, capaci di suscitare nel viaggiatore grandi emozioni e senso di avventura, grazie a panorami mozzafiato, vasti orizzonti, natura selvaggia e le tracce storiche di antichi confini.

Il percorso è studiato per consentire agli escursionisti di ammirare il meglio di ciò che le montagne appenniniche sono in grado di offrire: circhi glaciali, laghi immersi in praterie di alta quota, torrenti scroscianti, sterminate foreste, rupi vulcaniche e falesie di gesso.

E' consigliato percorrere l'Alta Via nel periodo che va da metà primavera a metà autunno, mentre gli escursionisti più esperti possono affrontarla anche nei mesi invernali, con la dovuta attrezzatura e cautela, soprattutto nei tratti che possono presentare neve dove il crinale supera i 1400 metri di quota. Sono presenti varie strutture ricettive nei posti tappa (permettendo quindi di percorrere le tappe anche singolarmente), mentre chi desidera pernottare in tenda è invitato a consultare le indicazioni sul bivacco con tenda. 

Credits: Ambiente - Regione Emilia Romagna

26° TAPPA: Rifugio Biancaneve al Fumaiolo - Bascio (21,3 km)

Tappa lunga e con probabili problemi di reperimento del percorso. Eventualmente la tappa si può accorciare pernottando nell’incantevole borgo di Gattara.

Il percorso è vario, scende dalla dorsale del Monte Fumaiolo, con la suggestiva deviazione all’antico Eremo di Sant’Alberico, lungo la “strada” ottocentesca granducale che collegava Balze a Capanne, con tracce dell’originaria selciatura.

Dopo due brevi tratti di asfalto, si riprende il crinale su una pista terrosa che guadagna il Poggio dei Tre Vescovi, di nuovo tra i faggi. Avvicinandosi al Monte Loggio il percorso diventa meno definito, per via della concatenazione di sentieri diversi che attraversano vaste radure bordate di querce e aceri, sul versante sud.

Il luogo è solitario, paesaggisticamente movimentato, ma richiede attenzione per non perdere i segnavia. Attenzione che deve essere massima presso la cima del Monte Faggiola dove la rotta piega bruscamente verso nord, con un’inversione di quasi 180 gradi. Il percorso è da cercare nel sottostante bosco di faggi, a lato di una paleo-frana, in ambiente selvaggio.

Aiutandosi con la carta e con i segnavia si trova il vecchio sentiero per Casteldelci che va lasciato poco dopo per scendere tortuosamente al pittoresco borgo montano di Gattara. Se si è stanchi - la tappa è abbastanza lunga - ci si può fermare qui, altrimenti si scende al fondovalle Marecchia per risalire l’opposto versante fino al pittoresco colle di Bascio, già da tempo ben visibile per via della torre medievale che lo sovrasta.

E' preferibile evitare la percorrenza di questa tappa durante i mesi di luglio ed agosto, che la rendono particolarmente pesante per il caldo

Vai alla tappa precedente #25

@ Fonte archivio Parco Sasso Simone e Simoncello @ Fonte archivio Parco Sasso Simone e Simoncello

Punti d'interesse

GATTARA
GATTARA

Il piccolo e pittoresco borgo montano ha origini antiche, abitato sin dalla seconda Età del Ferro, come testimoniano numerosi reperti ritrovati. Il paese è intatto e offre un panorama unico sui Sassi del Simone e Simoncello. Lo caratterizzano la Torre, unico resto dell’antico castello medievale, e il campanile gotico della chiesa intitolata a Santa Maria della Neve che, eretta nel XVI sec. su costruzioni preesistenti, conserva invece ben poco del suo aspetto originario.

EREMO DI SANT’ALBERICO
EREMO DI SANT’ALBERICO

Il luogo di culto e di preghiera sorge a 1.147 metri, alle pendici del Monte Fumaiolo, a metà strada fra il paese di Balze e il monastero delle Celle. E’ un luogo di austera solitudine di cui non si hanno notizie certe riguardo alla data di fondazione. Del suo aspetto originale, una grotta, non rimane niente. Già nel 1580 i Camaldolesi, proprietari fin dall’anno Mille, avevano costruito due piccole cellette votive e tre celle ad uso abitativo per i monaci di quest’ordine. L’eremo rappresenta anche oggi una meta di pellegrinaggio per chi venera il Santo e anche luogo di ritrovo per molti scout: leggenda vuole, infatti, che Sant’Alberico, prima di dedicarsi alla vita eremitica, fosse stato cavaliere di San Giorgio, che è appunto il santo patrono degli scout.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Verghereto

Partenza: Rifugio Biancaneve al Fumaiolo

Comune di arrivo: Pennabilli

Arrivo: Bascio

Lunghezza(km.): 21

Difficoltà: Escursionistico

Disciplina: Escursione

Tipologia itinerario: Giornata intera

Dislivello in salita (m): 400

Dislivello in discesa (m): 1100

Punto più alto (m): 1363

Punto più basso (m): 431

Durata (h): 8