Alta Via dei Parchi - Tappa #3

Un incredibile viaggio a piedi attraversando due parchi nazionali, cinque parchi regionali ed uno interregionale nello stupendo Appennino tra Emilia Romagna, Toscana e Marche: 500 chilometri totali suddivisi in 27 tappe, capaci di suscitare nel viaggiatore grandi emozioni e senso di avventura, grazie a panorami mozzafiato, vasti orizzonti, natura selvaggia e le tracce storiche di antichi confini.

Il percorso è studiato per consentire agli escursionisti di ammirare il meglio di ciò che le montagne appenniniche sono in grado di offrire: circhi glaciali, laghi immersi in praterie di alta quota, torrenti scroscianti, sterminate foreste, rupi vulcaniche e falesie di gesso.

E' consigliato percorrere l'Alta Via nel periodo che va da metà primavera a metà autunno, mentre gli escursionisti più esperti possono affrontarla anche nei mesi invernali, con la dovuta attrezzatura e cautela, soprattutto nei tratti che possono presentare neve dove il crinale supera i 1400 metri di quota.
Sono presenti varie strutture ricettive nei posti tappa (permettendo quindi di percorrere le tappe anche singolarmente), mentre chi desidera pernottare in tenda è invitato a consultare le indicazioni sul bivacco con tenda. 

Credits: Ambiente - Regione Emilia Romagna

3° TAPPAPrato Spilla - Passo del Cerreto (15.9 km)

La tappa unisce i due valichi più bassi dell’Appennino emiliano, collocati entrambi a 1200 metri di quota e separati dal grande blocco montuoso dell’Alpe di Succiso, Monte Alto, Punta Buffanaro.
Il percorso sale da Prato Spilla alla conca del Lago Verdarolo, seguito dal piccolissimo Lago Scuro, circondato da una faggeta, e poi dal Lago Squincio, in posizione più aperta ed invaso da erbe palustri. Una breve discesa conduce alla Diga del Lagastrello: lo sbarramento, dove nasce il fiume Enza, ha creato il Lago Paduli sommergendo l’ampia sella del Passo del Lagastrello, presidiato dall’Abbazia benedettina dei Linari.

La salita nel bosco alle falde del Monte Acuto porta all’omonimo lago, nei pressi del quale si trova il rifugio Città di Sarzana (1580 m), aperto nei mesi estivi. In breve si scende ai Ghiaccioni, una conca ricca di praterie e di acque sorgive da cui nasce il torrente Liocca, dominata dal grande circo glaciale racchiuso dalla cresta dentata dei Groppi di Camporaghena. Si sale fra grandi massi e praterie fino allo stretto intaglio del Passo di Pietra Tagliata (1753 m), un ambiente severo su cui incombono le rocce del Monte Alto; da qui un sentiero sassoso porta rapidamente alle sorgenti del Secchia, al centro di una conca dalla selvaggia bellezza.

Dal pianoro del Prataccio si raggiunge il non lontano Passo dell’Ospedalaccio: il valico deve il suo nome ad un ospitale medievale individuato da recenti scavi. Al Passo del Cerreto si giunge con una comoda camminata fra boschetti e praterie, con ampie vedute del circo del Monte La Nuda.

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Lago Verdarolo Lago Verdarolo @Nicchio Lago Scuro @Nicchio Lago Squincio @Attilio Giacchè Lago Squincio @Nicchio Lago Paduli Pietra Tagliata Sorgenti del Secchia Sorgenti del Secchia Monte Alto dal Passo dell'Ospedalaccio @Attilio Giacchè Cerreto @Giorgio Galeotti

Punti d'interesse

LAGO VERDAROLO, LAGO SCURO E LAGO SQUINCIO
LAGO VERDAROLO, LAGO SCURO E LAGO SQUINCIO

Tre Laghi ad un'altezza tra i 1250 e 1400 metri di altezza, nell'area del Monte Malpasso. Il Lago Verdarolo ed il Lago Scuro sono circondati da bellissime faggete, mentre il Lago Squincio, il più ampio dei tre, si trova in una posizione più aperta ed è caratterizzato da erbe palustri.

ABBAZIA DI LINARI
ABBAZIA DI LINARI

Di questa Abbazia benedettina, dedicata ai Santi Salvatore e Bartolomeo, restano solo i ruderi, ma un tempo ebbe una fondamentale importanza sociale, politica e religiosa. Le sue pertinenze si estendevano ampie, e ricoprì la funzione di accoglienza ai pellegrini per gran parte del Medioevo lungo un'arteria secondaria della Via Francigena, denominata proprio Via Linari (tuttora percorribile), e che costituiva una deviazione più sicura per i viandanti proprio per la presenza di numerose pievi ed hospitalia.

VALLE DELLE SORGENTI DEL SECCHIA
VALLE DELLE SORGENTI DEL SECCHIA

Situata all'Alpe di Succiso, questa valle è uno stupendo prato immenso, piatto e circondato da boschi e successivamente da pareti rocciose. Piccoli ruscelli dall'acqua limpida lo attraversano dolcemente ed è difficile immaginare che, proseguendo verso Nord, si trasformino a tal punto da diventare il fiume Secchia. Qui, fino al 1847, si trovava il confine tra il Ducato di Modena, quello di Parma ed il Granducato di Toscana.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Monchio delle Corti

Partenza: Prato Spilla

Comune di arrivo: Fivizzano

Arrivo: Passo del Cerreto

Lunghezza(km.): 16

Difficoltà: Escursionistico

Disciplina: Escursione

Tipologia itinerario: Giornata intera

Dislivello in salita (m): 1480

Dislivello in discesa (m): 1400

Punto più alto (m): 1745

Punto più basso (m): 1140

Durata (h): 8

Link Utili

ambiente.regione.emilia-romagna.it/parchi-natura2000/fruizione/altavia/tappe

Comuni attraversati

Monchio delle Corti (PR)
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