Grande Anello dei Sibillini - Tappa #6

Il Grande Anello dei Sibillini è un percorso escursionistico di circa 124 Km che abbraccia l’intera catena montuosa presente nell'Appennino umbro-marchigiano. Articolato in 9 tappe, è completamente segnalato e permette di conoscere, oltre alla molteplicità di paesaggi e bellezze naturali, parte dell’inestimabile patrimonio storico culturale che questo territorio conserva.

Il Grande Anello dei Sibillini è tra i più belli itinerari dell'Italia centrale. Attraverso le nove tappe è possibile circumnavigare il territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, visitando la storia dei suoi piccoli borghi e la natura selvaggia delle sue montagne. Il tour abbraccia il Parco in senso orario, partendo dalla località di Visso e ritornandoci dopo essere transitati per alcuni luoghi caratteristici, come l'antica via del Regno di Napoli, il Santuario di Macereto, la cittadina di Fiastra e l'omonimo lago, l'Abbazia di San Salvatore, il Museo delle Valli di Argenta, l'Abbazia di S.S. Vincenzo e Anastasio, il Monte Vettore e molto altro.

Durante il tragitto è possibile godere del paesaggio appenninico e avvistare la fauna selvatica che abita il Parco. L'ottima organizzazione dell'ente parco, nonché la grande disponibilità di informazioni riguardo ai percorsi, permette un'organizzazione dinamica del tour, consentendo di modificarne la lunghezza a seconda della propria disponibilità di tempo ed energie. 

6° TAPPA: Rubbiano - Colle di Montegallo (14 km)

Il percorso attraversa il versante orientale del Monte Zampa, per scendere a Tofe, nella valle del fiume Aso. Sale quindi ad Altino per proseguire ai piedi della lunga dorsale che dal Monte Banditello (1.873 m) e dal Monte Torrone (2.117 m) porta al Monte Vettore (2.476 m).

Siamo nel "Versante della Magia", il cui cuore è il Monte Sibilla sul quale si trova la grotta da cui, secondo la leggenda, si accede al regno della mitica Sibilla. La grotta fu raggiunta, nel Medioevo da studiosi e cavalieri erranti, giunti da tutta Europa per svelare quel mistero che ancora oggi avvolge la montagna fatata. Come per incanto, lungo il tratto del “sentiero dei mietitori” che porta a Colle di Montegallo, si incontra la chiesa rurale più antica del Piceno (IX secolo): Santa Maria in Pantano. La presenza al suo interno di affreschi raffiguranti le Sibille sta a testimoniare l’antica e frequente usanza di unire riti cristiani e pagani. Lungo il percorso si incontrano dei castagneti, la cui presenza, sui Sibillini, è limitata a poche aree, poiché vincolata alla presenza di terreni marnoso-arenacei. Le castagne hanno rappresentato in passato uno degli alimenti fondamentali per la gente di queste montagne.

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Monte Sibilla Valle dell'Aso Altino grotta della Sibilla Santa Maria in Pantano Santa Maria in Pantano Santa Maria in Pantano

Punti d'interesse

GROTTA DELLA SIBILLA
GROTTA DELLA SIBILLA

La Grotta della Sibilla, chiamata anche “di maga Alcina” o “delle Fate”, è una cavità che si trova a 2.150 metri nei pressi della vetta del Monte Sibilla, raggiungibile solo a piedi. Abitata sicuramente fin dai tempi preistorici, la caverna deve il suo nome alla leggenda della Sibilla Appenninica, secondo la quale essa non era altro che il punto d'accesso al regno sotterraneo della regina Sibilla, una profetessa condannata da Dio a vivere nella profondità della montagna. L'aspetto attuale della cavità contrasta sicuramente con le suggestive descrizioni e con il mito creato dalle varie leggende: la caverna è infatti inaccessibile, ridotta ad un cratere colmo di massi e detriti a causa di maldestri interventi compiuti con esplosivi allo scopo di allargare l'apertura.

CHIESA DI SANTA MARIA IN PANTANO
CHIESA DI SANTA MARIA IN PANTANO

E’ la chiesa rurale più antica del Piceno, risalente al IX secolo, situata vicino a Colle di Montegallo, sotto l’imponente mole del Monte Vettore, e raggiungibile solo a piedi. La Chiesa deve il toponimo “in Pantano” alla presenza di una rigogliosa fonte di acqua sorgiva. La sua posizione a cavallo di uno dei valichi appenninici più importanti del Piceno la rese un punto di riferimento e una meta privilegiata per viandanti, pellegrini, pastori braccianti e mercanti. Il suo valore simbolico - di incontro tra la cultura pagana e quella cristiana - è dovuto al forte legame stabilito nel tempo con il tessuto di credenze e tradizione ben vivo in antichità nell’area dei Sibillini. La singolarità degli affreschi interni lo testimoniano: accanto a profeti ed episodi evangelici sono rappresentate fate e sibille.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Montefortino

Partenza: Montefortino

Comune di arrivo: Montegallo

Arrivo: Montegallo

Lunghezza(km.): 14

Difficoltà: Escursionistico

Disciplina: Trekking

Tipologia itinerario: Mezza giornata

Dislivello in salita (m): 720

Dislivello in discesa (m): 470

Punto più alto (m): 1184

Punto più basso (m): 732

Durata (h): 4