La Via degli Dei in Trekking - Tappa #2 percorso classico

La Via degli Dei è un percorso molto affascinante, che ripercorre lunghi tratti dell'antica via romana Flaminia Militare, collegando le città di Bologna e Firenze lungo gli Appennini.

E' diventata una delle principali attrattive turistiche dell’Appennino tosco-emiliano: numerosi amanti del trekking e della mountain bike ripercorrono questo pezzo di storia gustando a pieno la bellezza incontaminata di questi luoghi. Il nome del tracciato deriva con ogni probabilità da alcune località che si incontrano lungo il percorso, come il Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte VenereMonte Luario (Lua era la dea romana dell’espiazione).

Ci sono molte possibili varianti: questa è quella che attraverso un trekking di più giorni percorre la Via nel suo tracciato standard, testato dalla nostra redazione.

In generale l'intero itinerario è impegnativo. Anche la versione qui proposta, che lo suddivide in 5 tappe (come previsto dal percorso ufficiale), è consigliato a coloro che hanno già un buon allenamento ed una buona preparazione fisica. Non presenta passaggi troppo tecnici e non diventa mai ferrato, ci sono tratti ripidi sia in discesa che in salita (a volte scivolosi, soprattutto in periodi piovosi), però è comunque percorribile da tutti, anche in famiglia, purché si sia già abituati a percorsi impegnativi.

2° TAPPABadolo - Madonna dei Fornelli (26 km)

Descrizione tecnica:  La seconda tappa inizia a dare un'idea già più orientata alla parte centrale del percorso, che diventa via via più impervio e si addentra nel bosco. La partenza da Badolo prevede una prima parte di salite che si alternano tra strada e sentieri fino a Monzuno - passando per Brento e il Monte Adone - dove inizia poi la parte più boschiva che alterna strade bianche, e panorami veramente bellissimi, a sentieri n mezzo al bosco. Questa parte resta comunque ancora semplice, seppur con salite impegnative. La salita verso il Poggio monte Venere è abbastanza impegnativa ma comunque non presenta pericoli o tratti con poca aderenza. L'arrivo di tappa è in località Madonna dei Fornelli.

In generale, questa tappa inizia a presentare qualche salita più tecnica e qualche passaggio di sentiero più impegnativo in mezzo al bosco, anche se non ci sono ancora tratti molto difficili. Il percorso prevede comunque un dislivello in salita di 1600 metri, di cui alcuni in sterrato, quindi un buon allenamento è comunque necessario. Sono solo 26 km, quindi avendo una giornata a disposizione li può percorrere chiunque, seppur facendo alcune soste.

Consigli tecnici:  Ci sono alcuni passaggi in salita abbastanza ripidi, quindi conviene affrontarli lentamente, soprattutto se non si è molto allenati. Nei periodi caldi è necessario portarsi una buona riserva di acqua, perché soprattutto dopo Monzuno ci sono parecchie sezioni in mezzo al bosco senza accesso all'acqua.

Periodo consigliato:  Per le temperature maggio e giugno, però in caso di maltempo - anche precedente alla partenza - si incontreranno tantissimi tratti nel fango (questo non vale per la seconda tappa che è solitamente ben percorribile).

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Punti d'interesse

CONTRAFFORTE PLIOCENICO
CONTRAFFORTE PLIOCENICO

Il Contrafforte Pliocenico è l’insieme di rupi rocciose in pietra arenaria che si snodano per circa 15 chilometri, come un bastione naturale, tra le valli dei fiumi Setta, Reno, Savena, Zena e Idice, in provincia di Bologna, nei territori comunali di Monzuno, Pianoro e Sasso Marconi. Le rocce del Contrafforte sono il risultato della sedimentazione di sabbie e ghiaie trasportate dai torrenti appenninici all’interno di un ampio golfo marino che, nel Pliocene (tra i 5 e i 2 milioni di anni fa), interessava vasta parte dell’attuale Appennino Bolognese. A causa dell’innalzamento e dell’abbassamento del livello del mare (dovuto a glaciazioni e deglaciazioni), vi furono numerosi cicli di sedimentazione nei secoli. Pertanto, oggi, tutte queste rocce sono ricche di fossili marini, in particolare di conchiglie, ma anche molluschi, pesci, e mammiferi marini

MONTE ADONE
MONTE ADONE

Situata nel medio Appennino bolognese, compresa nell’estrema parte sud-orientale del territorio comunale di Sasso Marconi, la montagna si erge a 654 m.s.l.m. in un contesto panoramico d’eccezione. La sua vetta, raggiungibile da Brento, presenta alcune attrazioni naturalistiche rilevanti, come le Grotte delle Fate, la Grotticella e il Cunicolo Pozzo. Il monte è tagliato da una lunga galleria ferroviaria - denominata appunto Galleria di Monte Adone - lunga circa 7 km, che unisce la valle del Savena alla valle del Setta.

MONTE VENERE
MONTE VENERE

Il piccolo massiccio di Monte Venere si trova nel medio-alto Appennino bolognese, sullo spartiacque della valle dei torrenti Savena e Sambro. Interamente incluso nel comune di Monzuno, località che sorge alle sue pendici, il monte è composto da due cime: Monte Venere (965 m) e Poggio monte Venere (822 m), un po' più spostata verso nord.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Sasso Marconi

Partenza: Badolo

Comune di arrivo: San Benedetto Val di Sambro

Arrivo: Madonna dei Fornelli

Lunghezza(km.): 26

Difficoltà: Escursionistico

Disciplina: Trekking

Tipologia itinerario: Vie medie - Giornata intera

Dislivello in salita (m): 1609

Dislivello in discesa (m): 1154

Punto più alto (m): 936

Punto più basso (m): 375

Durata (h): 10

Link Utili

http://www.viadeglidei.it http://www.vacanzattivaguide.com/it/pedalare/eremo-di-tizzano-marescalchi-mtb-colli-bolognesi.html