Codigoro

Cittadina di pianura, di antica origine, che accanto alle tradizionali attività agricole ha sviluppato il tessuto industriale e incrementato i servizi. I codigoresi, che presentano un indice di vecchiaia molto elevato, sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale –che fa registrare significativi segni di espansione edilizia– in numerosissime case sparse e, in minor misura, in numerose altre località, di cui le più popolose sono: Mezzogoro, Pontelangorino, Pontemaodino, Torbiera, Volano, Italba, Caprile e Case Straforini. Il territorio, che si estende in parte al di sotto del livello del mare, disegna un profilo geometrico regolare, con variazioni altimetriche irrilevanti. Nello stemma comunale, argenteo, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, si rappresenta un cervo fermo sulla verde pianura.

Storia

Occupata dai romani, che la chiamarono Neruma (o Neroma o Neromia), in relazione al colore scuro del terreno, deriva il toponimo dall’espressione medioevale “Caput Gauri”, che indicava il luogo in cui il Po di Goro nasceva o il punto in cui confluiva nel Po di Volano. Nel corso del Medioevo le sue vicende si intrecciarono con quelle della prestigiosa abbazia di Pomposa, che a lungo governò queste terre, avviandosi a una progressiva decadenza dopo l’impaludamento della zona conseguente alla rotta di Ficarolo nel 1152. Al declino dell’autorità abbaziale seguì l’affermarsi della signoria estense, sotto la quale vennero attuati vari interventi per la bonifica delle terre, che però ebbero breve durata. Passata sul finire del XVI secolo allo Stato Pontificio, vi restò, con la breve parentesi dell’occupazione napoleonica, fino all’annessione al Regno d’Italia, dopo la quale, grazie alla bonifica delle terre, si rese coltivabile gran parte del suo territorio. Ciò tuttavia non valse a migliorare le precarie condizioni di vita della popolazione che, ulteriormente provata dalle calamità naturali di fine ‘800, reagì aderendo alle lotte operaie. Superati gli sconvolgimenti provocati dai conflitti mondiali e completata alla fine degli anni ‘50 del XX secolo la bonifica delle terre, ha rapidamente intrapreso la strada dello sviluppo economico. Nel patrimonio storico-architettonico spiccano, oltre all’abbazia di Pomposa, degli inizi dell’undicesimo secolo: il palazzo del Vescovo, la parrocchiale di San Martino, la torre di Tieni e il “Cannevié”.

Come arrivare

AUTO: Situata a 17 km dal casello di Corte Centrale dell’autostrada A13 Bologna-Padova (raccordo Porto Garibaldi-Ferrara), è raggiungibile anche con la strada statale n. 495 di Codigoro, che ne attraversa il territorio TRENO: mediante la linea ferroviaria Ferrara-Codigoro, che ha uno scalo sul posto. AEREO: L’aeroporto più vicino dista 97 km mentre l’aerostazione di Milano/Malpensa, che garantisce linee intercontinentali dirette, è a 347 km

Monumenti

Torre della Finanza Palazzo del Vescovo Abbazia di Pomposa

Musei

Museo Pomposiano

Eventi

LUGLIO - Festa del grano e la sagra del melone; Sagra di Ferragosto; LUGLIO / AGOSTO - Stagione Concertistica “Musica Pomposa”; SETTEMBRE - Antica Fiera della Santa Croce

Percorsi

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Nazione: IT

Regione: Emilia-Romagna

Provincia: Ferrara

Indirizzo: Piazza G. Matteotti, 60

Telefono: +39 0533729111

Fax: +39 0533729548

Altitudine (min/max): -2/3

Superfice (Kmq): 170.00

Popolazione: 12653

Nome abitanti: codigoresi

Densità (ab. per Kmq): 75

Frazioni: Mezzogoro, Pomposa, Pontelangorino, Pontemaodino, Volano

Comuni limitrofi: Goro, Berra, Mesola, Jolanda di Savoia, Migliarino, Massa Fiscaglia, Lagosanto, Comacchio

Classe climatica: E

Classe sismica: 2

Santo patrono: San Martino

Giorno festivo: 11 novembre