Castelnuovo Rangone

Centro di pianura, di antiche origini, con un’economia basata su attività agricole, industriali e terziarie. I castelnovesi, che presentano un indice di vecchiaia piuttosto elevato, risiedono soprattutto nel capoluogo comunale, in cui si registra la maggiore concentrazione demografica, e nella località Montale; il resto della popolazione si distribuisce tra numerosissime case sparse e i nuclei Settecani, Balugola, Cà Bergomi, Castello, Cavidole, Gualinga e Oratorio di Sant’Anna. Il territorio, attraversato da più corsi d’acqua, ha un profilo geometrico regolare, con variazioni altimetriche appena accennate. L’abitato, che, con la torre medievale, ricorda la funzione difensiva dell’insediamento, è interessato da una forte crescita edilizia; il suo andamento plano-altimetrico è pianeggiante. Lo stemma comunale, concesso con Regio Decreto, è costituito da una croce argentea, attraversata, nel capo dello scudo, da tre pendenti d’oro. Lo sfondo è azzurro.

Storia

Citata, come Castronovo, in un documento della prima metà del secolo XI, fu abitata fin da tempi ben più antichi: i primi insediamenti nella zona risalgono infatti a epoca preistorica, stando alle tracce di villaggi terramaricoli scoperte nel territorio. A questi ne subentrarono altri fino ad arrivare alla colonizzazione dei romani, che ne fecero un CASTRUM NOVUM (da cui la prima parte del toponimo), ossia ‘un accampamento fortificato’, detto ‘nuovo’ per distinguerlo da quello precedente, rappresentato da Castelvetro. La specificazione “Rangone” venne aggiunta sul finire del Trecento, quando il feudo fu assegnato da Nicolò III d’Este al marchese Jacopino Rangone. Più volte assediata e saccheggiata nel corso dei secoli, con l’avvento delle truppe napoleoniche, verso la fine del Settecento, fu inclusa nel dipartimento del Panaro. Ripristinato il ducato di Modena, all’indomani del congresso di Vienna, perse l’autonomia amministrativa, venendo aggregata a Spilamberto. Tornò a essere indipendente nel 1860, a seguito del plebiscito con cui l’ex ducato modenese fu annesso al Regno d’Italia. Assorbita l’area di Montale, partecipò alle vicende nazionali e internazionali della seconda metà del XIX secolo e della prima del XX, subendo gravi danni durante la seconda guerra mondiale, soprattutto a causa dei bombardamenti del 1945. Del patrimonio storico-architettonico fanno parte: il torrione medievale, unico resto di un castello edificato probabilmente nel secolo XI; la villa Manadoni-Coccagni; la parrocchiale di San Celestino I Papa, della seconda metà dell’Ottocento, in cui si possono ammirare pregevoli tele dello stesso periodo; le chiese di Santa Maria in Tiepido e San Lorenzo di Cavidole, citate già in documenti del secolo XI, e, a Montale, la settecentesca parrocchiale di San Michele.

Come arrivare

AUTO: A soli 8 km dal casello di Modena Sud, che immette sull’autostrada A1 Milano-Napoli, può essere facilmente raggiunta anche percorrendo la strada statale n. 12 dell’Abetone e del Brennero, il cui tracciato si snoda ad appena 3 km. TRENO: La stazione ferroviaria di riferimento, lungo le linee Bologna-Roma, Bologna-Milano, Modena-Verona e Reggio nell’Emilia-Sassuolo-Modena, dista 10 km. AEREO: Il collegamento con la rete del traffico aereo è assicurato dall’aeroporto più vicino, posto a 33 km, ma per le linee intercontinentali dirette si utilizza il terminale di Milano/Malpensa, a 237 km.

Eventi

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Nazione: IT

Regione: Emilia-Romagna

Provincia: Modena

Indirizzo: Via Roma, 1

Telefono: +39 059534811

Fax: +39 059534900

Altitudine (min/max): 46/97

Superfice (Kmq): 22.60

Popolazione: 14324

Nome abitanti: castelnovesi

Densità (ab. per Kmq): 633

Frazioni: Montale, Cavidole

Comuni limitrofi: Castelvetro di Modena, Formigine, Modena, Spilamberto

Classe climatica: E

Classe sismica: 2

Santo patrono: San Celestino

Giorno festivo: 6 aprile