Spilamberto

Cittadina di pianura, di origini antichissime, che accanto alle tradizionali attività agricole ha sviluppato l’industria e il terziario. Gli spilambertesi, che presentano un elevato indice di vecchiaia, sono concentrati quasi esclusivamente nel capoluogo comunale, in numerosissime case sparse e, in minor misura, in altre località, di cui le più popolose sono: San Vito, Baranzona, Ca’ Busa, Casalgrandi, Fraberia e Ponte Guerro. Il territorio disegna un profilo geometrico regolare, con variazioni altimetriche non molto accentuate: di questa caratteristica orografica risente l’abitato, che ha un andamento plano-altimetrico pianeggiante e mostra segni evidenti di espansione edilizia. Nello stemma comunale, argenteo, concesso con Regio Decreto, campeggia l’immagine di un biancospino con cinque rami e cinque radici.

Storia

I primi insediamenti nella zona, il cui toponimo deriva da spinarium, ‘luogo incolto e spinoso’, risalgono all’era paleolitica, come testimoniato dai reperti rinvenuti, tra cui uno strumento litico databile a 300.000 anni fa. Abitata anche dall’uomo di Neanderthal e dall’uomo sapiens, registrò stanziamenti in tutte le epoche preistoriche e in seguito non mancò la presenza etrusca e soprattutto quella romana. Fin dall’ottavo secolo fu tra i possedimenti dell’abbazia di Nonantola, sotto la quale conobbe una ripresa economica e demografica, dopo il degrado del periodo altomedioevale. All’autorità abbaziale seguì, dopo un periodo di signoria matildea, il dominio del comune di Modena e, a partire dalla metà del XIV secolo, quello degli Estensi, che la concessero in feudo ai Rangoni. Questi vi governarono fino alla fine del Settecento, pur con qualche parentesi dovuta alle occupazioni pontificia, francese e austriaca, distinguendosi per l’impegno profuso in varie attività benefiche e nel cercare di assicurare la crescita della cittadina, mediante l’istituzione nel 1610 di una filanda (la stessa che nel 1907 fu al centro del grande sciopero delle filandiere). La conquista dell’autonomia amministrativa, avvenuta con l’annessione al Regno d’Italia, fu seguita da un’attiva partecipazione alle successive vicende nazionali e internazionali. Nel patrimonio storico-architettonico spiccano: il monumento alla Resistenza; il torrione del XII secolo; il palazzo del Bargello circondato dal “Pavaglione”, il portico dove dal XVI secolo si teneva il mercato dei bozzoli dei bachi da seta; la chiesa di Sant’Adriano, eretta dai monaci dell’abbazia di Nonantola nel XIII secolo; le chiese di Santa Maria del Carmine e Santa Maria degli Angeli; la rocca e la villa Rangoni; la parrocchiale di San Giovanni Battista, del 1200; il palazzo municipale; il convento dei monaci agostiniani; gli oratori di Santa Liberata, Sant’Anna e della Santissima Annunziata.

Come arrivare

AUTO: Situata a 7 km dal casello di Modena Sud dell’autostrada A1 Milano-Napoli, è facilmente raggiungibile anche con la strada statale n. 623 del Passo Brasa, che ne attraversa il territorio. TRENI: La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Bologna-Milano, dista 9 km. AEREO: L’aeroporto più vicino dista 31 km, ma per le linee intercontinentali dirette fa riferimento all’aerostazione di Milano/Malpensa, a 235 km

Eventi

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Percorsi

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Nazione: IT

Regione: Emilia-Romagna

Provincia: Modena

Indirizzo: Piazza Caduti Libertà, 3

Telefono: +39 059789911

Fax: +39 059781489

Altitudine (min/max): 46/155

Superfice (Kmq): 29.00

Popolazione: 12318

Nome abitanti: spilambertesi

Densità (ab. per Kmq): 417

Frazioni: Poggioli, San Vito

Comuni limitrofi: Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Modena, San Cesario sul Panaro, Savignano sul Panaro, Vignola

Classe climatica: E

Classe sismica: 2

Santo patrono: San Giovanni Battista

Giorno festivo: 24 giugno