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Trekking, partiamo preparati !

Qualche buon consiglio per fare camminate in montagna in maniera sicura e divertente. Per non farsi mai trovare impreparati con lo zaino in spalla...

Redazione

Trekking, partiamo preparati !
COME AFFRONTARE UN TREKKING MONTANO

Camminare nella natura, lontani dal viavai cittadino, dal caos e dal traffico di ogni giorno. Attraversare territori silenziosi, immersi nel verde di fitti boschi o su sentieri montani impervi, coltivando un senso di libertà unico.

Il trekking e le gite in montagna sono un’attività che chi ama l’aria aperta e le suggestioni di un panorama alpino non può perdersi. Un buon modo per fare esercizio fisico e rinfrancare lo spirito allo stesso tempo, che sempre più appassionati scelgono come parte integrante delle proprie vacanze in alta quota.

I benefici sono tanti - anche il solo camminare basterebbe - ma spesso ci si dimentica di tutti quegli accorgimenti necessari che un’attività come il trekking comporta: dopotutto l’ambiente in cui si cammina è spesso impervio e selvaggio ed è per questo che occorre sempre prestare attenzione ed avere a disposizione la giusta attrezzatura quando si intraprendono gite in montagna.

Per chi decidesse di avventurarsi tra le vallate alpine - specie per chi è ancora un “novellino” in questo campo - ecco quindi alcuni saggi consigli per non farsi trovare impreparati. In generale, prima di partire, bisogna essere sempre ben equipaggiati e saper riconoscere le proprie condizioni fisiche ed i propri limiti.

Perciò:

- Pianificare con cura l’itinerario, ovvero “meglio prevenire che curare”. Le informazioni sui sentieri non mancano: dati relativi alla lunghezza dei percorsi, dislivelli, tratti difficili si trovano dappertutto, sulle guide turistiche, sulle cartine e sui siti turistici locali. Allo stesso modo valutate obiettivamente la vostra condizione fisica e scegliete un itinerario adeguato.

- Controllare sempre con anticipo (non troppo però…) le previsioni meteorologiche locali. In caso di cambiamenti inattesi delle condizioni climatiche, sempre meglio chiedere informazioni ai gestori dei rifugi, che di solito il cielo lo sanno “leggere” molto bene.

- Fondamentale avere un abbigliamento adeguato. A partire dalle scarpe, che devono essere adatte al livello di escursione che si affronta, ben sapendo che camminare nella natura vuol poter dire affrontare sassi, terreni scivolosi, pozzanghere, fango e quant’altro. Vestirsi a strati, possibilmente con capi tecnici e traspiranti, ‘aggiungendo’ o ‘togliendo’ a seconda delle condizioni climatiche e dello stato del vostro corpo.

- L’equipaggiamento è ugualmente importante. Innanzitutto, meglio partire leggeri e lasciare a casa il superfluo, poi non deve mai mancare il miglior amico del trekker, lo zaino: qui ci vanno i ricambi di vestiti, la giacca anti-pioggia, cibo, acqua, effetti personali, cartine e simili. Controllare prima di tutto che sia comodo, areato, impermeabile e sufficientemente capiente. Più tasche e taschine ci sono a portata di mano, meglio è.

- Portarsi sempre appresso un kit di primo soccorso e qualche dotazione di “sopravvivenza” da utilizzare in caso di necessità, tipo coltellino multiuso e fischietto per richiamare l’attenzione in caso di cadute o infortuni. Attenzione poi al “mal di montagna” per camminate sopra i 2500 metri.

- Per gite di media/lunga durata sempre meglio partire presto al mattino e programmare il rientro prima dell'imbrunire. Il “passo” è importante, quindi mantenere un ritmo costante e adeguato, fare diverse pause (specialmente se presenti bambini) e rimanere sempre sui sentieri segnalati, seguendo le apposite tabelle. Se avete qualche dubbio e non sapete a chi chiedere, meglio tornare indietro…

- Mangiare e bere acqua a intervalli regolari durante il cammino aiuta a non avere cali d’energia. Frutta secca, barrette di cereali, cioccolata come snack vanno benissimo. In attesa del meritato premio da gustarsi in rifugio…

- Godersi la natura senza fretta e rispettarla. L’escursione va presa con i giusti tempi per viversela al meglio, senza “disturbare” l’habitat naturale con urla o rumori. Il rispetto passa anche dal non lasciare lungo la strada i rifiuti.

- Sembra scontato ma non lo è: avvisare sempre qualcuno (familiari, amici...) di dove si sta andando e il tempo stimato per il rientro, per velocizzare i soccorsi in caso di imprevisti. Meglio ancora partire con un amico più esperto, che oltre alla compagnia offre quel bagaglio di esperienza in più che non fa mai male.

- Infine, un ultimo consiglio spassionato: divertirsi!

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