Monte Sparviere: con le ciaspole nel Parco del Pollino

Escursione in ciaspole fino alla vetta del Monte Sparviere, nel Pollino Orientale

Lasciando le impronte delle ciaspole sulla neve fresca appena posata,  il morbido crinale est di Timpone di Bardisce conduce alla cima del Monte Sparviere, che prende il nome dall’omonimo rapace.
Qui la vista spazia dal mare alle vette più alte del Pollino, con uno sguardo di insieme sulla variegata orografia calabro-lucana. Questo territorio è l'habitat ideale del lupo italico, che è rarissimo da avvistare, ma durante l'inverno è facile trovare sulla neve le tracce del suo passaggio. 

La via di rientro attraversa un vasto altopiano con laghetto naturale e rifugio in pietra sempre aperto ai viandanti, seguendo un gradevole sentiero tra abeti e faggi, che qui coesistono in perfetta simbiosi. Siamo nel mezzo del bosco di Lagoforano, dove una fresca fontana offre ristoro.

Questo percorso è reso unico anche dalla presenza di una vasta acereta con diverse specie di acero (acero minore, acero di monte, acero napoletano, acero d'Ungheria ed acero campestre) ed una fitta vegetazione di ontani e querce. 

Consigli tecnici:
Oltre alle ciaspole, si consiglia la normale attrezzatura escursionistica, ossia scarponi da trekking, giacca a vento, zaino, acqua e cibo.

Dove parcheggiare:
Il percorso parte dalla base di Timpone di Bardisce, in corrispondenza dell'incrocio tra la strada di collegamento Alessandria del Carretto/Cerchiara di Calabria e la strada che conduce a Plataci. Poiché l'itinerario è un semi-anello, prima di partire può essere utile parcheggiare un auto in località Crete Nere (che rappresenta il punto di arrivo del sentiero di rientro).

Periodo consigliato:
Da Gennaio a Marzo

Punti d'interesse

MONTE SPARVIERE
MONTE SPARVIERE

Con i suoi 1713 metri è il rilievo più alto della catena orientale del massiccio del Pollino, situato all’esatto confine tra Calabria e Basilicata. E’ la vetta principale del gruppo dei Monti Previtera, di cui fa parte anche il Timpone Bardisce (1.679 m), e deve il suo nome all’omonimo rapace che qui nidifica. La pendice calabrese domina il vallone Lupara, in cui si trova una fitta vegetazione di aceri, ontani e querce; la pendice lucana è invece caratterizzata dalla presenza di numerosi boschi, come la valle Nera e l'imponente bosco di Lagoforano. Dalla sommità si ha un bel panorama sul paesaggio circostante, caratterizzato da timpe e pianori verdeggianti. In giornate limpide lo sguardo spazia dal Mar Ionio alla Sila.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Plataci

Partenza: Piano dell'Acero

Comune di arrivo: Cerchiara di Calabria

Arrivo: Crete Nere

Lunghezza(km.): 9

Difficoltà: Facile

Disciplina: Ciaspole

Tipologia itinerario: Vie brevi - Mezza giornata

Dislivello in salita (m): 760

Dislivello in discesa (m): 660

Punto più alto (m): 1714

Punto più basso (m): 1270

Durata (h): 5