Ponte di Veja e S.Anna d'Alfaedo: dai tempi dei Neanderthal ad oggi

Trekking tra i reperti preistorici della Lessinia occidentale

L’intera area dei Monti Lessini è stata popolata sin dall’antichità, quando ancora l’Homo di Neanderthal veniva in questi boschi a cercare rifugio durante le battute di caccia estive.

Il percorso si snoda lungo le antichissime vie di comunicazione che dal fondo del Vajo della Marciora portavano al riparo del Ponte di Veja e proseguivano fino al villaggio di S.Anna d’Alfaedo (940 mslm), passando per fitti boschi di faggio e carpino,
Tutto l’itinerario è un susseguirsi di cambiamenti di vegetazione e paesaggi naturali, ma il vero filo conduttore sono le tracce della storia, che sono ancora evidenti lungo questi sentieri.  

Descrizione del percorso:
Dal punto di partenza, che si trova nella fascia in cui la grande valle fluviale della Marciora (570 mslm) si stringe in fitti boschi di orniello e carpino, è un susseguirsi di meraviglie. La stradella che porta all’antica contrada Pozze costeggia il rio del Mortal, dove un tempo (fino a 80 anni fa) sorgeva un mulino - uno dei pochi di tutta l’area - e dove, con un po’ di fortuna e occhio, è ancora possibile rinvenire le tracce di lavorazione della selce, avvenuta in questa zona sin da 100.000 anni fa.
Sopra la contrada l’ambiente si apre e da boschivo diventa prativo, con presenza di tipiche essenze pedemontane come il castagno, il ciliegio selvatico e  le imponenti querce di rovere.

Il sentiero dopo la contrada è molto luminoso e facile da percorrere. Alzandosi lentamente di quota gli antichi “castagnai” lasciano il posto a ciliegi, noci, betulle e abeti rossi e poi, poco prima di arrivare a S.Anna d’Alfaedo è tutto un pascolo.
Il nome del paese trae origine dalla parola “fao” che in veneto vuol dire “faggio”, albero presente in grande abbondanza su tutto l’altopiano lessinico.

Il rientro percorre a ritroso il tratto fino a Pozze, per poi deviare verso Crestena e scendere al Ponte di Veja (670 mslm), che ha ospitato l’Homo di Neanderthal fin da 110.000 anni fa e che oggi, oltre ad essere un sito di interesse archeologico, è considerato il ponte naturale più alto d’Europa. A poca distanza dal ponte si trova una caratteristica trattoria che serve piatti tipici e cibo locale.
Dai querceti e i vecchi castagneti, si scende attraverso un ripido sentiero pietroso (CAI 257) che, costeggiando il versante ovest del Vajo della Marciora, conduce senza difficoltà fino al punto di arrivo.

Descrizione tecnica:
Il percorso non presenta difficoltà tecniche di rilievo. Nella prima parte, quando si risale il Vajo del Mortal, è necessario avere un passo sicuro perché si costeggia il bordo di una valle scavata dal rio. 
E’ meglio evitare di percorrere questi sentieri dopo lunghe piogge, perché il fondo risulta essere molto fangoso e scivoloso.
La parte che da Pozze porta a S.Anna è di facilissima intuizione, più complicato invece è l’orientamento nell’area che circoscrive la zona del Ponte di Veja.
Non essendo interamente segnalato, anche se è ben tracciato, si raccomanda comunque scrupolosità nel seguire la traccia GPS.

Consigli tecnici:
Abbigliamento da escursione in montagna, zainetto con viveri e liquidi. Calzature adeguate, tipo pedule leggere o scarponcini. Vanno bene anche le scarpe da hiking o da trail se non si hanno pesi eccessivi sulle spalle.
La discesa dal Ponte di Veja è insidiosa in caso di piogge o terreno bagnato. Punti di ristoro se ne trovano a S.Anna e in località Veja.

Navette e collegamenti
S.Anna d'Alfaedo è collegata con i bus di linea ATV con Verona.

Periodo consigliato
Tutto l'anno. In inverno non si trova neve lungo il percorso se non per qualche centimetro dopo nevicate abbondanti.

Punti d'interesse

SANT’ANNA DI ALFAEDO
SANT’ANNA DI ALFAEDO

Il territorio comunale si estende nella parte più occidentale dell'altopiano lessinico, delimitato a est dalle incisioni del profondo Vajo della Marciora. L’intera area è molto importante dal punto di vista storico-naturalistico: qui sono stati rinvenuti numerosi siti preistorici, con testimonianze fossili che partono dal Giurassico e arrivano fino alle ultime industrie litiche della glaciazione Würm (10.000 anni fa). Alcuni di questi reperti storici sono conservati nell’interessante Museo Preistorico e Paleontologico.

PONTE DI VEJA
PONTE DI VEJA

Fenomeno naturale unico in Europa, questo spettacolare “gigante di pietra” unisce la sommità di due colli e ha dimensioni eccezionali: largo circa 17 metri, spesso 10, una campata di oltre 50, e con un'altezza di una trentina di metri rispetto al greto del torrente sottostante. Il ponte di origine carsica è il frutto dell'evoluzione naturale di una grotta, crollata in epoca preistorica, di cui ne rappresentava l'architrave d'ingresso. Alla base del ponte sono stati individuati i resti di altre due caverne carsiche abitate nel Paleolitico Medio e Inferiore. Per la sua struttura insolita, il ponte naturale ha attratto diversi artisti, tra questi Dante (leggenda narra che da qui trasse ispirazione per descrivere le Malebolge) e Andrea Mantegna, che lo riprodusse negli affreschi della celebre Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Mantova.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Grezzana

Partenza: Ponte Basagenoci

Comune di arrivo: Grezzana

Arrivo: Ponte Basagenoci

Lunghezza(km.): 12

Difficoltà: Non difficile

Disciplina: Nordic Walking

Tipologia itinerario: Mezza giornata

Dislivello in salita (m): 410

Dislivello in discesa (m): 410

Punto più alto (m): 980

Punto più basso (m): 570

Durata (h): 3

Link Utili

www.lessinia.verona.it/web www.comune.santannadalfaedo.verona.it/web/santannaalfaedo

Comuni attraversati

Sant'Anna d'Alfaedo (VR)
Grezzana (VR)
Grezzana (VR)

Centro di collina, di origine preistorica, la cui economia è basata prevalentemente sulle...