Ciclovia dei Borboni - MULTITAPPA

Un emozionante Coast to Coast in bicicletta in Sud Italia

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il percorso.

Da Bari a Napoli, paesaggi mozzafiato e tipiche località del Mezzogiorno accolgono calorosamente il cicloturista, che attraversa il Parco Nazionale dell'Alta Murgia, i luoghi federiciani (tra cui Castel del Monte), la Valle dell'Ofanto ed i siti di Ruvo, Altamura, Venosa e Melfi.

Dall’Adriatico al Tirreno, la Ciclovia (percorso n.10 di Bicitalia) percorre 342 km quasi interamente su strade asfaltate aperte al traffico, ma si tratta di strade piacevoli, a basso traffico motorizzato, con pendenze mai eccessive e paesaggi suggestivi. Il fondo è quasi sempre buono, i pochi tratti non asfaltati (7 km totali) sono praticabili con qualsiasi bicicletta dotata delle giuste rapportature per affrontare i dislivelli.
L'itinerario complessivo è diviso in brevi tappe, modulari, che possono essere combinate dai cicloturisti che intendono affrontare una maggior percorrenza giornaliera.

In particolare durante l’estate, considerando le elevate temperature del Sud Italia, si consiglia di proteggersi dal sole e di portare con sé una buona scorta d’acqua.

Credits: Puglia Promozione - Bicitalia

Tappe

Ciclovia dei Borboni - Tappa #1
Ciclovia dei Borboni - Tappa #1

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il percorso. Da Bari a...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #2
Ciclovia dei Borboni - Tappa #2

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #3
Ciclovia dei Borboni - Tappa #3

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #4
Ciclovia dei Borboni - Tappa #4

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #5
Ciclovia dei Borboni - Tappa #5

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #6
Ciclovia dei Borboni - Tappa #6

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #7
Ciclovia dei Borboni - Tappa #7

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #8
Ciclovia dei Borboni - Tappa #8

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #9
Ciclovia dei Borboni - Tappa #9

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #10
Ciclovia dei Borboni - Tappa #10

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #11
Ciclovia dei Borboni - Tappa #11

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #12
Ciclovia dei Borboni - Tappa #12

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #13
Ciclovia dei Borboni - Tappa #13

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Ciclovia dei Borboni - Tappa #14
Ciclovia dei Borboni - Tappa #14

La Ciclovia dei Borboni è un emozionante coast-to-coast in bicicletta che prende il nome dalla dinastia dei Borboni, che regnava in quel Sud Italia un tempo chiamato Regno delle Due Sicilie, tra le cui meraviglie si snoda il...

Punti d'interesse

BARI VECCHIA
BARI VECCHIA

Gli intricati vicoli del borgo antico del capoluogo offrono un concentrato di quotidianità pugliese, tra edicole religiose e quadri votivi, banchetti di massaie e marinai che tessono reti. Bari Vecchia risale all’urbanistica di epoca bizantina ed è composto da edifici di varie epoche. La cittadella un tempo era fortificata verso il mare dalla caratteristica muraglia - ancora oggi presente, anche se in maniera ridotta - e verso terra, con mura di cinta imponenti fortificate da 4 torri. Diversi i luoghi da visitare: dalle caratteristiche piazze Mercantile e del Ferrarese al lungomare sul porto vecchio, passando per il Castello Normanno Svevo, il Fortino di Sant’Antonio, la bella Cattedrale di San Sebino fino alla monumentale Basilica di San Nicola.

SANTUARIO MADONNA DELLA GROTTA
SANTUARIO MADONNA DELLA GROTTA

Immerso nel verde, il Santuario si trova poco fuori il centro di Modugno, incastonato sul fianco sinistro di Lama Lamasinata. E’ stato ricavato su una precedente grotta naturale, oggi inglobata nel complesso monumentale duecentesco gestito dai Padri Rogazionisti. Il Santuario ha origini molto antiche: nell'VIII secolo era una chiesa rupestre, dove trovarono rifugio i Monaci basiliani almeno fino alle soglie del XI secolo quando subentrarono i benedettini, che fondarono la loro abbazia. I restauri di fine ‘900 hanno riportato il santuario all'antico culto, svelando la grotta dedicata alla Madonna. Molto bello il viale fiorito che conduce al Santuario - meta di pellegrinaggi e di celebrazioni - che è impreziosito anche da un campanile e da una cornice merlata.

MODUGNO
MODUGNO

Modugno è una città che si sviluppa nell'immediato entroterra barese, a pochi chilometri a sud-ovest del capoluogo pugliese. I palazzi, le numerose chiese e le edicole votive che costellano il centro storico raccontano una storia di signorie e casati che si sono succeduti nel tempo. La centrale Piazza Sedile conserva l’antica struttura architettonica, con la settecentesca torre dell’orologio che sovrasta la sala del Sedile e la doppia scalinata. All’ingresso della città spicca il solitario menhir “il Monaco”, un grosso monolite in solida pietra che risale a 4000 anni fa. Alto 3,70 metri, ha una curiosa sembianza antropomorfa, che ricorda vagamente il volto con il cappuccio di un monaco.

PALO DEL COLLE
PALO DEL COLLE

Il centro storico del paese si sviluppa su di un colle, a partire dall’antica Piazza Santa Croce, dedicata al Patrono cittadino. Qui troneggiano sul resto dell'abitato i monumenti più importanti: la Chiesa matrice Santa Maria col suo campanile trecentesco in stile romanico pugliese, la Chiesa del Purgatorio, il Palazzo del Principe (Palazzo Filomarino Della Rocca) e il Palazzo della Mura, ovvero i vecchi simboli del potere spirituale e di quello temporale.

BITETTO
BITETTO

E’ un borgo medievale molto ben conservato dell'entroterra barese, sito alle pendici delle Murge. Principale monumento del paese è la Cattedrale di San Michele Arcangelo, uno degli esempi più puri del romanico pugliese. Riedificata nel 1335, la chiesa ha subito diversi ampliamenti nel corso del tempo: l’interno, suddiviso in tre navate, e il campanile risalgono infatti al XVIII secolo. Pregevole è anche il complesso del Palazzo Baronale, costruito nel 1773 su volere della famiglia Noya e situato a ridosso delle mura, ad inglobare parte dell’antica struttura medievale. Bitetto è conosciuta anche per il suo prodotto gastronomico tipico, l’oliva termite, che si distingue per il suo colore verde-violaceo e per la forma leggermente asimmetrica.

IL CASALE FORTIFICATO DI BALSIGNANO
IL CASALE FORTIFICATO DI BALSIGNANO

Era un antico borgo pugliese, di cui oggi si conservano i resti del casale fortificato e di due chiesette. Dell'antico complesso del X secolo oggi è visibile una parte della cinta muraria esterna e il casale fortificato, con una struttura perimetrale realizzata a secco e due torri a base rettangolare. All’interno della corte c’è la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, il cui ultimo ampliamento risale al XIV secolo, formata da due costruzioni affiancate. All'esterno, invece, i resti della Chiesa di San Felice, un meraviglioso esempio dell'arte romanico-pugliese dell'XI secolo. Nei pressi del casale sono stati rinvenuti i resti di un insediamento neolitico, che si estende per circa due ettari, è considerato il più antico della Bassa Murgia.

VILLA PANNONE-FERRARA
VILLA PANNONE-FERRARA

Antica magione costruita all’inizio del XX secolo, circondata da alti alberi, che un tempo fungeva da residenza di campagna e centro di produzione di uva da tavola, vino ed olio. Il complesso, elegante in stile liberty internazionale, domina una vasta piana e rimanda al modello di villa rustica degli antichi romani. Si compone di due parti distinte, collegate da un artistico porticato centrale a cinque arcate, che immette in un ampio spazio interno, al cui centro troneggia un’altissima palma. La struttura termina posteriormente con una torre disposta su quattro livelli.

MASSERIA TORRE DI LERMA
MASSERIA TORRE DI LERMA

Si tratta di un antico complesso eretto nell’agro di Bitonto, a pochi km da Palombaio, in una zona interessata da vigneti ed oliveti. L'azienda fu fondata dalla famiglia de Lerma, di origini spagnola, giunta in questa parte della Puglia nel 1565 durante la dominazione spagnola. La masseria, divenuta vero e proprio villaggio, è costituita da varie costruzioni residenziali (alloggi), da un corpo di fabbrica a due piani con portale ad arco e da una chiesetta ottocentesca con campanile a vela. Al suo interno la cappella racchiude un altare e gli arredi sacri.

RUVO DI PUGLIA
RUVO DI PUGLIA

Il paese è uno dei principali della Murgia Barese, conosciuto soprattutto per ospitare il Museo Archeologico Nazionale Jatta, che conserva migliaia di reperti archeologici di età ellenistica rinvenuti nel territorio. Città d’arte e città dell’olio, Ruvo di Puglia è ricca di chiese, che costituiscono il principale nucleo del patrimonio artistico: di notevole interesse sono la Concattedrale, uno dei più noti esempi di romanico pugliese, e la Chiesa di San Domenico. Da visitare anche la Grotta di San Cleto, una cisterna di epoca romana situata nell'ipogeo della Chiesa del Purgatorio. I beni architettonici di Ruvo comprendono anche una serie di palazzi nobiliari, costruiti tra il XVII e il XIX secolo, e alcune torri disseminate nel territorio. L'agro di Ruvo, con i suoi vigneti e oliveti, è uno dei più estesi del barese, luogo in cui troneggiano masserie e jazzi.

CASTEL DEL MONTE
CASTEL DEL MONTE

E' un'antica e imponente costruzione del XIII secolo, fatta erigere sulla sommità di una collina dall'Imperatore Federico II nell'altopiano delle Murge occidentali, nell'attuale frazione omonima del comune di Andria. E' Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1996. L'edificio ha una caratteristica pianta ottagonale e ad ogni spigolo si innesta una torretta a sua volta ottagonale. Malgrado sia comunemente chiamato "castello", a causa dei forti simbolismi di cui è intrisa è ipotizzabile che svolgesse piuttosto da tempio, un tempio del sapere in cui dedicarsi allo studio delle scienze.

PARCO NAZIONALE DELL’ALTA MURGIA
PARCO NAZIONALE DELL’ALTA MURGIA

Si tratta di un’area protetta che si estende dalla costa adriatica ai rilievi lucani, a racchiudere i territori dei tredici comuni situati nella parte più elevata dell'Altopiano delle Murge di nord-ovest, afferenti alle province di Bari e Barletta-Andria-Trani. Con i suoi 68.077 ettari è tra i più estesi parchi nazionali, con un territorio vario in cui la vegetazione cambia molto a seconda della zona. L'habitat è un susseguirsi di formazioni rocciose, fitti boschi e di vaste distese steppiche. Nel verde, spiccano numerosi muretti a secco che, durante la transumanza, servivano da ricovero per gli animali. Possenti e maestose le masserie, alcune fortificate come veri e propri castelli, che erano i centri vitali dell’economia agricola locale dal XV secolo.

MINERVINO MURGE
MINERVINO MURGE

Il paese è noto come il “Balcone delle Puglie”, per la sua posizione rialzata e panoramica a dominare la valle dell'Ofanto e il Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Minervino Murge conserva un centro storico antico, il borgo medievale detto Sesciola (“labirinto” in arabo antico), un affascinante dedalo di stradine con case in pietra collegate da archetti in tufo, scalinate, piazzette e rampe scoscese, dove si affacciano pregevoli monumenti e le antiche abitazioni dalla caratteristica facciata bianca. Il paese è ricco di chiese appartenenti a diverse epoche, tra cui spiccano la Cattedrale dell'Assunta, la Chiesa dell'Immacolata Concezione (con facciata barocca e due campanili) e la Chiesa di San Francesco. Da visitare anche l’antico castello del XIV secolo, divenuto palazzo baronale. Nel centro storico vi è anche la cosiddetta "Casa delle streghe", dove si suppone che nella seconda metà dell'Ottocento abbia vissuto una famosa veggente, Eusapia Palladino, cui pare si rivolgessero anche gli zar di Russia. Ai piedi dell’abitato, scavata nella roccia dai fiumiciattoli della zona, vi è infine la Grotta di San Michele, importante luogo di culto da più di mille anni, che ha un imponente ingresso neoclassico.

BOSCO DI ACQUATETTA
BOSCO DI ACQUATETTA

Si tratta di un bosco artificiale, situato tra i comuni di Minervino Murge e Spinazzola, che con i suoi 1083 ettari è tra i più estesi di Puglia. Il bosco, caratterizzato da conifere e querce, si trova sul costone murgiano con panorami ampi a circa 600 metri s.l.m. L’area è caratterizzata da habitat differenti ed è interessata anche da evidenti fenomeni carsici: al fondo di una dolina ad imbuto spicca la voragine del Cavone, del diametro di alcuni metri, che scende nel terreno fino a 90 metri di profondità con pareti ricoperte da felci rigogliose. Importanti sono anche le cave di bauxite, ormai esauste, dal colore rosso acceso, che contrastano con il bianco delle rocce calcaree ed il verde della vegetazione. Al Riparo del Cavone, utilizzato nel passato come rifugio per i pastori di passaggio, è possibile ammirare incisioni rupestri dell'età del Bronzo.

LAGO LOCONE
LAGO LOCONE

Si tratta di un bacino artificiale realizzato negli anni ’80, la cui diga in terra battuta è la seconda più grande d'Europa, con i suoi 66 metri di altezza e 1,3 km di lunghezza. Nasce dallo sbarramento dei torrenti Locone e San Girolamo, entrambi affluenti del fiume Ofanto, e si estende per gran parte in territorio pugliese, mentre un piccolissimo lembo appartiene alla Basilicata. Habitat ideale per aironi, cormorani, svassi e falchi, il lago è diventato nel tempo un punto di riferimento locale per gli appassionati di cicloturismo, attività subacquee e soprattutto pesca sportiva.

MONTEMILONE
MONTEMILONE

Il paese sorge nella splendida cornice dell’area Vulture Alto Bradano, fra le ondulate colline a pochi chilometri dal confine con la Puglia. Si caratterizza per gli antichi portali in pietra, le balconate in ferro battuto e le caratteristiche casette ed edicole sacre disseminate in diversi punti del paese. Il borgo più antico si sviluppa intorno alla Chiesa di Santo Stefano e presenta tipiche stradine e vecchie case contadine. Nel centro storico si può ammirare anche la Torre dell’Orologio (XIX secolo) e in Piazza degli Emigranti, sulla facciata di un palazzo, il murale raffigurante “Il licenziamento di Giustino”, dipinto nel 1984. Sulle pendici della collina, fra rigogliosi boschi di querce, a dominare la valle, c’è poi il Santuario della Gloriosa (o della Madonna del Bosco), tra i primi sorti in Basilicata, in stile romanico, con l'annesso eremo dei frati. Il territorio che circonda Montemilone è pieno di acque sorgive e di una rigogliosa vegetazione, in un paesaggio tipico dell’area nord della Basilicata che attira molti appassionati dell’outdoor sportivo.

VENOSA
VENOSA

Città natale del poeta latino Quinto Orazio Flacco (65 a.C), Venosa è annoverata nella lista dei Borghi più belli d’Italia: una città romana antichissima con un patrimonio storico e culturale di pregio, immersa in un’area naturale affascinante del territorio lucano settentrionale, nota come Vulture Melfese, circondata da una rigogliosa vegetazione e da numerose alture. Tra le strade lastricate in pietra della città oraziana c’è molto da vedere: dal complesso della Santissima Trinità (monumento nazionale, composto dalla chiesa antica e della chiesa Incompiuta, la cui costruzione non fu mai portata a termine) alla rinascimentale Concattedrale di Sant’Andrea Apostolo, passando per la cosiddetta “Casa di Orazio”, per finire con diversi palazzi storici e fontane. Cuore del borgo è poi il Castello Pirro del Balzo, oggi sede del Museo Archeologico Nazionale: una costruzione di fine ‘400 imponente, a pianta quadrata con quattro torri cilindriche che, nel Seicento, da fortezza fu trasformata in dimora signorile. Venosa custodisce, inoltre, testimonianze di notevole interesse archeologico: tra i siti più importanti c’è il Parco Archeologico, le catacombe ebraiche e cristiane del III-IV secolo e un anfiteatro romano.

SITO ARCHEOLOGICO DI NOTARCHIRICO
SITO ARCHEOLOGICO DI NOTARCHIRICO

Situato nelle vicinanze di Venosa, il parco preistorico di Notarchirico comprende un antico insediamento del Paleolitico inferiore, datato a circa 359.000 anni fa, ed è il più antico della Basilicata. Scavi condotti dal 1980 al 1985 hanno riportato alla luce un’attività umana divisa in 11 livelli stratificati, comprendenti un periodo da 600mila a 300mila anni fa, caratterizzati dalla presenza di diversi strati abitativi molto estesi, di numerosi utensili in pietra, strumenti litici e anche resti di grossi animali estinti. È stato inoltre rinvenuto nella zona un frammento di femore di Homo erectus, databile a circa 300 000 anni fa. La maggior parte dei reperti sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Venosa.

RAPOLLA
RAPOLLA

Piccolo centro del Vulture Melfese, Rapolla è nota soprattutto per la produzione vinicola, olivicola e il turismo termale. Salendo tra le suggestive stradine, scalinate e piazzette del centro storico si arriva alla sommità del colle dove si staglia la duecentesca Cattedrale, da cui si gode il panorama sull’intera vallata e sul famoso “Parco Urbano delle Cantine”, un insieme di numerose case-grotta ipogee anticamente scavate nel tufo e ancora utilizzate per la conservazione dei pregiati vini locali. In quanto storica sede vescovile per quasi 1000 anni, Rapolla vanta un altissimo numero di costruzioni sacre anche rurali. Tra conventi, eremi e chiese spiccano la Cattedrale del XIII secolo, con un imponente portale di impostazione lombarda e il maestoso campanile, e la piccola e graziosa Chiesetta di Santa Lucia, edificata dai Normanni nel XI secolo e ispirata a modelli bizantini. Nel borgo antico non mancano i resti delle mura di cinta medievali, in particolare una torre circolare, la Torre dell’Orologio e alcuni importanti palazzi storici.

MELFI
MELFI

Capitale del regno normanno e roccaforte di Federico II di Svevia, Melfi è una delle più importanti città lucane, scrigno di bellezze storiche e culturali, immersa nella splendida cornice paesaggistica del Vulture Melfese. La città federiciana ha una cinta muraria unica nell’Italia meridionale, circondata interamente da antiche mura normanne con torrioni di avvistamento. A spiccare è il Castello, una tra le più importanti roccaforti medioevali del Meridione, costruito dai normanni in posizione dominante e ampliato da Federico II, nelle cui stanze ha sede il Museo Archeologico Nazionale del Vulture Melfese. Si erge maestoso su una verde collina, con le sue dieci torri e le mura che scendono lungo i pendii e si perdono in un intrico di case. Di notevole interesse è anche la Cattedrale di Santa Maria Assunta: di epoca normanna resta solo il campanile, mentre il corpo dell’edificio è stato quasi interamente rifatto nel XVIII secolo in stile barocco. Simboli della religiosità di Melfi sono anche le chiese rupestri di Santa Margherita e Santa Lucia (XIII sec.), scavate nel tufo, che recano affreschi perfettamente conservati.

RISERVA STATALE GROTTICELLE
RISERVA STATALE GROTTICELLE

L'area protetta di 200 ettari è situata nella parte nord-occidentale della Basilicata, nel territorio del Monte Vulture, ed è stata istituita nel 1971 per la protezione di una specie rarissima di farfalla notturna, la Bramea europea, che vive solo tra le querce del Parco. La Riserva prende il nome dalla presenza di una serie di piccole grotte attualmente molto nascoste dalla vegetazione, un tempo conosciute come le grotte di Cesare Riccardi (o Ricciardi), abate di Cimitile. Le escursioni all’interno della Riserva seguono un lungo sentiero di 3,5 km che l’attraversa tutta, dalla parte alta fino alle rive dell'Ofanto, in basso, con un dislivello di circa 300 metri.

LAGHI DI MONTICCHIO
LAGHI DI MONTICCHIO

Adagiati alle pendici del Monte Vulture, a circa 660 metri di altitudine, i due laghi di Monticchio sono una meta molto apprezzata per chi ama stare a contatto con la natura. I due specchi d'acqua di origine vulcanica (chiamati i “gemelli del Vulture”) sono immersi in boschi di faggi, pioppi e ontani neri, e sono divisi da un istmo di terra: il lago Grande ha oltre 2 km di perimetro e raggiunge i 38 metri di profondità, mentre il lago Piccolo è poco più della metà del Grande, ha sponde ripide ed è alimentato da sorgenti subacquee. La zona era molto amata anche dai monaci che nei pressi dell'istmo edificarono l'Abbazia di Sant'Ippolito (XI o XII secolo), di cui oggi sono visibili solo alcuni ruderi.

CALITRI
CALITRI

Il paese è un piccolo gioiello della valle dell’Ofanto, nell’entroterra irpino, adagiato su di una collina alta 600 metri al confine con la Basilicata. Circondato dai Monti Picentini, il suo centro storico è caratterizzato da un saliscendi di vicoli e minuscole piazzette, tra palazzi antichi di notevole valore, con archi, logge, balconi, sottopassaggi e portali, alternati a chiese e piccole botteghe di prodotti locali. Calitri ed il suo territorio sono stati abitati fin dal periodo neolitico, come dimostrano alcuni reperti archeologici ritrovati in zona. Punto di riferimento soprattutto in età feudale, e più volte danneggiato dai terremoti nel corso dei secoli, il borgo oggi è rinato grazie soprattutto all’artigianato locale (spicca la ceramica) e alla riscoperta di antichi mestieri. Di notevole interesse sono i numerosi palazzi storici, in primis Palazzo Tozzoli e Palazzo Berilli, e gli edifici religiosi, come la Chiesa di San Canio, la settecentesca Chiesa dell’Immacolata Concezione, San Berardino e la semplice chiesetta campestre di Santa Lucia. Notevole anche l’ex convento cinquecentesco delle Benedettine, oggi sede del Comune.

TEORA
TEORA

Adagiato lungo il dorso di una collina, ai piedi del Monte Cresta del Gallo e nello splendido scenario della valle dell’Ofanto, il paese è stato più volte distrutto nei secoli da violenti terremoti, ma poi sempre ricostruito sull’originaria posizione geografica. Dopo il devastante sisma irpino del 1980, il centro storico antico è stato completamente ricostruito e sono rimaste solo tracce delle emergenze artistiche del passato medievale. Del castello dei principi Carafa non vi è più traccia, così come è rimasto solo qualche reperto dell’antica Chiesa di San Nicola di Mira (XI-XII secolo), anch’essa ricostruita. Si conservano tuttora ruderi del Palazzo baronale, del Convento di Maria della Consolazione e della Fontana dei Fantini. Di interesse sono anche il settecentesco mulino della famiglia Corona e alcune fontane storiche, come la monumentale Fontana del Piano, realizzata in pietra chiara, e la Fontana del Monte.

OASI DEL LAGO DI CONZA
OASI DEL LAGO DI CONZA

E’ la più estesa area umida della Campania, un piccolo fiore all’occhiello del paesaggio irpino, e sito di importanza comunitaria. L’Oasi di 800 ettari si sviluppa attorno al Lago di Conza, bacino artificiale realizzato negli anni ’70, in cui confluiscono le acque dell’Ofanto: qui staziona e nidifica una variegata e popolosa avifauna, proveniente anche dall’Asia e dall’Africa, e l’ambiente è caratterizzato da tasselli di bosco igrofilo, pascoli e zone steppiche. L’Oasi è aperta ai visitatori, c’è un laboratorio didattico, un percorso-natura, capanni di osservazione, un’aula per la didattica all’aperto e un’area attrezzata per la sosta.

ABBAZIA DEL GOLETO
ABBAZIA DEL GOLETO

Suggestivo complesso religioso risalente al XII secolo, fondato da San Guglielmo da Vercelli. La cittadella monastica era destinata ad ospitare una comunità mista di monache e monaci, dove l’autorità suprema era rappresentata dalla Badessa, mentre ai monaci era affidato il servizio liturgico e la cura della parte amministrativa. Ridotto in parte in ruderi, il complesso si divide in diverse zone che comprendono chiese, chiostri e torri. Conserva alcuni monumenti significativi: la chiesa superiore (Chiesa di San Luca), costruita nel 1255, che è l’opera principale; la chiesa inferiore, conosciuta anche come cappella funeraria (del 1200) e la torre Torre Febronia, vero capolavoro di arte romanica, che prende il nome dalla Badessa che nel 1152 ne dispose la costruzione per la difesa del monastero.

LIONI
LIONI

Il paese sorge a 550 metri s.l.m, circondato da verdi campagne con tipiche costruzioni rurali, ed è attraversato dal fiume Ofanto. Il centro abitato è stato tra i più colpiti dal violento terremoto irpino del 1980, tuttavia, pur essendosi trasformato, è ancora oggi ricco di storia e di un significativo patrimonio storico-culturale. Sono conservati ancora alcuni portali in pietra del Settecento e non mancano i monumenti da visitare: tra questi la Chiesa di S. Maria dell’Assunta, che risale al XIV secolo ed è la più antica di Lioni. Restaurata dopo il terremoto, conserva ancora una torre in pietra squadrata che in stile architettonico dell’epoca. Da visitare anche il Santuario di San Rocco (del XVII secolo ma completamente ricostruito), la Chiesa dell’Annunziata, costruita nel 1579 e il Santuario di S. Maria del Piano, in località Oppido. Tra le bellezze naturali spicca la cascata di Brovesao, situata a soli 2 km dal centro abitato: l'acqua, dopo un salto di circa 20 mt, va a formare un piccolo laghetto tra le rocce e poi alcune rapide suggestive.

PARCO REGIONALE DEI MONTI PICENTINI
PARCO REGIONALE DEI MONTI PICENTINI

Area naturale protetta dell’Appennino campano, istituita nel 1995, che si sviluppa nel territorio dei Monti Picentini, zona calcareo-dolomitica fra le provincie di Salerno e Avellino. L'area, relativamente poco antropizzata, si estende su una superficie di 65.000 ettari e ha caratteristiche montane: comprende la più vasta distesa forestale e il più ricco serbatoio di acqua potabile del Sud Italia, da qui nascono importanti fiumi come il Sele, il Calore, il Picentino e l’Ofanto. La ricchezza faunistica dei luoghi, e la flora lussureggiante ideale per il trekking, si associano ad un territorio gestito da secoli secondo i ritmi naturali, lontano da eccessive pressioni antropiche. La vetta più alta dell’area è il Monte Cervialto (1809 m.), e del parco fanno parte anche diverse Oasi naturali.

MONTEMARANO
MONTEMARANO

Dominato dall’imponente mole del Castello-Palazzo, il paese nel 1059 fu anche sede vescovile. Al culmine del colle, a 820 m. di altitudine, svetta l’antico castello medievale, residenza di diverse signorie feudali. Costruito nella seconda metà del VIII secolo, l’edificio venne distrutto nel X secolo dai Saraceni e successivamente devastato dalle truppe di Ruggiero II il Normanno. La sua struttura originaria è perciò cambiata molto nel corso del tempo e nulla più rimane della cinta muraria e delle torri che un tempo circondavano il maniero. Oggi si presenta sotto forma di Palazzo in stile rinascimentale dopo le trasformazioni avvenute tra il XV e il XVIII secolo. Di interesse è anche la Chiesa di Santa Maria Assunta, edificata intorno all'anno Mille e più volte restaurata, specie dopo il devastante terremoto del 1980. In paese ci sono poi due musei legati alla tradizione: il Museo dei parati sacri e il Museo Etnomusicale, dedicato alla famosa tarantella montemaranese.

AVELLINO
AVELLINO

Capoluogo della regione storico-geografica dell'Irpinia, la città si trova in una conca pianeggiante di origine vulcanica ai piedi del Monte Partenio. Avellino è ricca di monumenti architettonici, soprattutto religiosi, che però hanno subito distruzioni e quindi sostanziali modifiche in seguito ai numerosi terremoti che hanno sconvolto il territorio in vari periodi storici. Le strutture di oggi spesso non ricalcano quelle originali. Da non perdere una visita al Duomo, dedicato alla Vergine Assunta, riaperto dopo il terremoto del 1980: realizzato intorno all’XI secolo in stile neoclassico, conserva al suo interno un’antica cripta romanica e un pregevole coro ligneo cinquecentesco. Sulla città svetta la storica Torre dell'Orologio, alta 36 metri e simbolo di Avellino: di impronta barocca, venne costruita nel 1600 e poi restaurata. Nel centro storico si trovano anche diversi palazzi nobiliari, costruiti durante i secoli d'oro della città: tra questi, Palazzo de Conciliis, Palazzo Caracciolo e Palazzo Cucciniello, che in passato era collegato a un convento benedettino. Tra i simboli cittadini c’è anche la Fontana dei Tre Cannuòli, antico abbeveratoio, restaurato e abbellito, chiamata anche “di Bellerofonte” per via della statua centrale a lui dedicata poi scomparsa. Tra le architetture militari da segnalare i ruderi del Castello, eretto sotto la dominazione dei Longobardi nel VI secolo d.C.

VALLO DI LAURO
VALLO DI LAURO

Chiamata anche Valle di Lauro, si estende su un territorio molto caratteristico: è una terra antica, preservata da verdi rilievi che ne segnano la fisionomia, creando un ambiente dall’aspetto quasi montano, anche nella struttura degli abitati e negli scorci naturalistici. L’area del Vallo è costellata da piccoli paesi caratteristici (Lauro, Marzano di Nola, Pago, Domicella, Taurano, Moschiano e Quindici) intorno ai quali si sviluppa un territorio fatto di vigneti, uliveti, ampi noccioleti e, più in alto verso sud, boschi di leccio e di castagno. La spiritualità è molto forte, infatti nella valle sono disseminate chiese e cappelle, oltre a santuari meta di pellegrinaggi, come il Santuario dell’Abbondanza a Marzano di Nola, quello della Madonna dell’Arco a Taurano e della Madonna della Carità a Moschiano.

LAURO - Castello Lancellotti
LAURO - Castello Lancellotti

E’ una delle residenza d’epoca più affascinanti della Campania, un tempo feudo di importanti signorie, oggi museo storico e location per eventi privati e manifestazioni culturali. Il castello sorge imponente e ben conservato a Lauro, piccolo paese della bassa Irpinia, e affonda le sue origini già nel X secolo, anche se la prima testimonianza concreta di dimora feudale è del 1277. Il maniero prende il nome dalla famiglia dei Lancellotti, proprietari dal 1632. Le forme attuali rimandano al profondo restauro di fine ‘800, resosi necessario dopo un devastante incendio. Il castello è circondato da mura merlate, con diverse porte d’accesso tra cui il portale rinascimentale. All’interno svettano torri quadrangolari, con merlature ed archetti pensili, tetti spioventi e pinnacoli angolari. Particolarmente suggestivo è il cortile, che raccorda la cappella, il chiostrino segreto e la biblioteca, creata da Filippo Massimo Lancellotti, che conserva oltre mille opere tra cui quattro libri mastri di fine XVIII secolo.

PALAZZO CELLAMARE
PALAZZO CELLAMARE

Antico palazzo nobiliare ubicato nel quartiere San Ferdinando a Napoli. La sua fondazione risale al primo decennio del XVI secolo per volontà dell'abate di Sant'Angelo di Atella, Giovanni Francesco Carafa. Succedutogli il nipote Luigi nel 1531, questi incaricò Ferdinando Manlio di restaurare completamente l'edificio secondo i più tipici gusti cinquecenteschi.

CASTEL DELL'OVO
CASTEL DELL'OVO

E’ il castello più antico della città di Napoli ed è uno degli elementi architettonici che spiccano maggiormente nel celebre panorama del golfo. Il suo nome deriva da un'antica leggenda secondo la quale il poeta latino Virgilio - che nel medioevo era considerato anche un mago - nascose nelle segrete dell'edificio un uovo che mantenesse in piedi l'intera fortezza. A causa di diversi eventi che hanno in parte distrutto l'originario aspetto normanno, e grazie ai successivi lavori di ricostruzione del periodo angioino ed aragonese, la linea architettonica del castello nel tempo è mutata drasticamente.

CASTEL NUOVO (MASCHIO ANGIOINO)
CASTEL NUOVO (MASCHIO ANGIOINO)

E’ uno storico castello medievale e rinascimentale, nonché uno dei simboli della città di Napoli. Domina la scenografica piazza Municipio ed è sede della Società napoletana di storia patria e del Comitato di Napoli dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano. La costruzione del suo nucleo antico - oggi in parte riemerso in seguito ad interventi di restauro ed esplorazione archeologica - si deve all'iniziativa di Carlo I d’Angiò. Della fortezza angioina rimane la cappella palatina, alcune torri e le mura.

CHIESA DEL GESU' NUOVO
CHIESA DEL GESU' NUOVO

La chiesa del Gesù Nuovo (o della Trinità Maggiore), è una chiesa monumentale di Napoli, sita in piazza del Gesù Nuovo di fronte all'obelisco dell'Immacolata ed alla basilica di Santa Chiara. Si tratta di una delle più importanti chiese della città, al cui interno si possono ammirare numerose pitture e sculture barocche che portano la firma di alcuni dei più influenti artisti della scuola napoletana. All'interno è custodito il corpo di San Giuseppe Moscati, canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 1987.

CHIESA DI SAN GREGORIO ARMENO
CHIESA DI SAN GREGORIO ARMENO

La chiesa di San Gregorio Armeno (o San Biagio Maggiore), con il relativo complesso conventuale, è ubicata nell'omonima strada del centro storico di Napoli, resa caratteristica dalle famose botteghe di pastori e artigianato sacro. È anche conosciuta volgarmente con il nome di chiesa di santa Patrizia.

NOLA
NOLA

Posta al vertice delle pianure a nord del Vesuvio, la città ha origini molto antiche (etrusche) e conserva importanti testimonianze storiche e archeologiche. E’ turisticamente nota per aver dato i natali al filosofo Giordano Bruno e per ospitare la Festa dei Gigli, storica manifestazione che da secoli si tiene nel mese di giugno. Tra i monumenti di interesse c’è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo cittadino, ricostruita ad inizio ‘900 in stile neorinascimentale sulle ceneri dell’antico edificio gotico del XIV secolo, distrutto da un incendio. Di interesse sono soprattutto la cripta di San Felice e la cappella dell'Immacolata. Gran parte del patrimonio storico di Nola è conservato invece nel Museo Storico-Archeologico, dove si trovano reperti risalenti alla preistoria. In città ci sono anche i resti di un antico anfiteatro romano, l’Anfiteatro Laterizio, uno dei più antichi (risale al I sec. a.C.) e più grandi della Campania. Uno dei più significativi monumenti del Medioevo è invece la Reggia Orsini, un palazzo-fortezza fatto edificare nel 1460-70 dal conte Orso Orsini che affaccia sulla piazza intitolata a Giordano Bruno.

PIAZZA DEL PLEBISCITO
PIAZZA DEL PLEBISCITO

E’ uno dei luoghi simbolo di Napoli. Con una superficie di circa 25mila metri quadrati, è la piazza più grande della città e una delle maggiori in Italia. Ubicata in pieno centro storico e delimitata dal famoso colonnato ad emiciclo, su di essa si affacciano importanti edifici, quali la Basilica di San Francesco di Paola, il Palazzo Reale, il Palazzo della Prefettura e Palazzo Salerno. Nella piazza sorgono anche due statue equestri realizzate da Antonio Canova, quella di Carlo III di Borbone e di suo figlio Ferdinando I. Completamente pedonalizzata, la piazza si presta spesso ad ospitare manifestazioni di massa e concerti.

COMMENTI

PER INSERIRE UN COMMENTO DEVI ESSERE REGISTRATO



Non sono stati scritti ancora commenti su Ciclovia dei Borboni - MULTITAPPA. Scrivi tu il primo commento su Ciclovia dei Borboni - MULTITAPPA

Dati tecnici

Comune di partenza: Bari

Partenza: Bari

Comune di arrivo: Napoli

Arrivo: Piazza del Plebiscito

Lunghezza(km.): 341

Disciplina: Cicloturismo

Tipologia itinerario: Grandi Itinerari