Colorno e la campagna parmense

In bici lungo la Riserva del Parma Morta, con affaccio sul Po

L’itinerario ad anello parte a fa ritorno presso la piazza centrale di Colorno, esattamente di fronte alla bella Reggia
Si pedala per gran parte su tratti di argini interdetti alla circolazione veicolare, frequentati da molte persone a piedi e in bici. Il resto dell’itinerario si sviluppa su strade sterrate ben tenute e su un tratto di sentiero all’interno della Riserva naturale Parma Morta.

Descrizione tecnica:
Si parte da Colorno e si pedala verso est inizialmente su pista ciclabile per poi trovarsi (per pochi km) sulla strada secondaria asfaltata - caratterizzata da scarso traffico veicolare - che conduce a Mezzano Superiore: qui si imbocca la pista ciclabile che segue l’argine del Parma Morta e termina a Bocca d’Enza.

La via di rientro che chiude l'anello è una strada bianca che conduce a Fornace, dove ha inizio un bellissimo sentiero nel bosco.
Giunti a Ghiare Bonvisi il fondo torna asfaltato e poi nuovamente sterrato sino a Cascina Viazzadove si può optare per una deviazione al porto turistico fluviale sul Po.
Si fa rientro a Colorno ripercorrendo il tragitto dell’andata.

Periodo consigliato:
Il tracciato proposto può essere percorso in tutte le stagioni. La tipologia di fondo rende tuttavia complicata la percorribilità di parte dell'itinerario nei periodi più piovosi.

Credits: Outdoor 365

Punti d'interesse

RISERVA NATURALE PARMA MORTA
RISERVA NATURALE PARMA MORTA

Situata tra le foci dei torrenti Parma ed Enza (che confluiscono nel Po), la riserva comprende un tratto di territorio, di quasi 5 km, lungo un’area umida detta Parma Morta. Si tratta della zona occupata dall'antico alveo del torrente Parma, che un tempo sfociava nell’Enza ma che nel 1870 fu deviato facendolo confluire direttamente nel Po: il vecchio corso abbandonato fu da allora denominato Parma Morta e nel 1990 nell'area è stata istituita una riserva naturale orientata. I sentieri della Riserva attraversano gli ambienti caratteristici della zona umida ad elevata biodiversità, con flora e fauna tipica.

REGGIA DI COLORNO
REGGIA DI COLORNO

Il Palazzo Ducale di Colorno, noto anche come Reggia, fu costruito agli inizi del XVIII secolo dal duca Francesco Farnese sui resti di un’antica rocca trecentesca. L’imponente edificio si è conservato molto bene nei secoli, con le sue torrette laterali, le 400 sale dai soffitti affrescati e le corti interne. L’ambiente più importante è la Gran Sala, capolavoro dell’architetto francese Petitot, progettata nel 1753. Alle sale del Piano Nobile si accede tramite un grande scalone d'onore, collegato direttamente alla Galleria, ricavata da un ambiente in cui originariamente si trovava una cappella. Suggestivo l’impianto dei giardini esterni: un grande parco con aiuole, pergole, siepi, labirinti e piante da frutto concepito già nella seconda metà del ‘400 ma arricchito dal Farnese tra il 1690 e il 1719. Belle le fontane e i giochi d’acqua. Inglobata nel complesso c’è anche la Cappella di San Liborio, fatta erigere in forme neoclassiche dal duca Ferdinando il Borbone nel 1775.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Colorno

Partenza: Colorno

Comune di arrivo: Colorno

Arrivo: Colorno

Lunghezza(km.): 25

Difficoltà: Facile

Disciplina: MTB - Accessibili

Tipologia itinerario: Mezza giornata

Dislivello in salita (m): 100

Dislivello in discesa (m): 100

Punto più alto (m): 28

Punto più basso (m): 25

Durata (h): 2

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