Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - MULTITAPPA

Pedalando nei territori del Centro Italia colpiti dai recenti terremoti, tra natura e solidarietà

terremoti del 2009, 2016 e 2017 hanno scosso la terra e le vite di molti luoghi del Centro Italia. Ma se da un lato ci sono le macerie, dall'altro restano la bellezza e lo spirito di rialzarsi. E' nata così una marcia di solidarietà per sollecitare la ricostruzione e mantenere intatti i rapporti umani e le relazioni tra questi fantastici territori.

Oggi la marcia è diventata un itinerario percorribile a piedi o in mountain bike da chiunque voglia immergersi negli scenari meravigliosi dei Monti Sibillini e del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga. Il Cammino delle Terre Mutate non è solo trekking nella natura, ma anche un viaggio nelle terre del cambiamento per conoscere le storie, i protagonisti e i progetti di rinascita di comunità che non si arrendono.

Un viaggio che si può affrontare in piena autonomia, durante tutte le stagioni dell'anno, attraverso quattro regioni italiane (Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo) e due parchi nazionali. Il percorso qui pubblicato è la versione dedicata alla MTB.

Credits: camminoterremutate.org

Tappe

Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 1
Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 1

I terremoti del 2009, 2016 e 2017 hanno scosso la terra e le vite di molti luoghi del Centro Italia. Ma se da un lato ci sono le macerie, dall'altro restano la bellezza e lo spirito di rialzarsi. E' nata così una marcia di solidarietà per...

Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 2
Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 2

I terremoti del 2009, 2016 e 2017 hanno scosso la terra e le vite di molti luoghi del Centro Italia. Ma se da un lato ci sono le macerie, dall'altro restano la bellezza e lo spirito di rialzarsi. E' nata così una marcia di solidarietà per...

Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 3
Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 3

I terremoti del 2009, 2016 e 2017 hanno scosso la terra e le vite di molti luoghi del Centro Italia. Ma se da un lato ci sono le macerie, dall'altro restano la bellezza e lo spirito di rialzarsi. E' nata così una marcia di solidarietà per...

Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 4
Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 4

I terremoti del 2009, 2016 e 2017 hanno scosso la terra e le vite di molti luoghi del Centro Italia. Ma se da un lato ci sono le macerie, dall'altro restano la bellezza e lo spirito di rialzarsi. E' nata così una marcia di solidarietà per...

Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 5
Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 5

I terremoti del 2009, 2016 e 2017 hanno scosso la terra e le vite di molti luoghi del Centro Italia. Ma se da un lato ci sono le macerie, dall'altro restano la bellezza e lo spirito di rialzarsi. E' nata così una marcia di solidarietà per...

Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 6
Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 6

I terremoti del 2009, 2016 e 2017 hanno scosso la terra e le vite di molti luoghi del Centro Italia. Ma se da un lato ci sono le macerie, dall'altro restano la bellezza e lo spirito di rialzarsi. E' nata così una marcia di solidarietà per...

Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 7
Il Cammino delle Terre Mutate in MTB - Tappa 7

I terremoti del 2009, 2016 e 2017 hanno scosso la terra e le vite di molti luoghi del Centro Italia. Ma se da un lato ci sono le macerie, dall'altro restano la bellezza e lo spirito di rialzarsi. E' nata così una marcia di solidarietà per...

Punti d'interesse

MATELICA
MATELICA

Sorge al centro dell’Alta Valle dell’Esino, circondata dalle montagne appenniniche umbro-marchigiane. Antico insediamento piceno, fu poi cittadina romana, di cui resta una domus e vari mosaici visibili. Fulcro della vita cittadina è Piazza Enrico Mattei, al centro della quale si trova una monumentale fontana cinquecentesca e dove si affacciano alcuni dei principali palazzi matelicesi: il Palazzo del Governo (con annessi loggiato e torre civica), Palazzo Ottoni con la suggestiva loggetta e il Palazzo Comunale. Lungo le strade sorgono numerosi palazzi nobiliari e chiese, che conservano pregevoli opere d’arte; tra queste la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Francesco ( ricca di opere d’arte del XV sec) e l’ottocentesco Teatro Comunale, opera di Giuseppe Piermarini, l’architetto che costruì la Scala di Milano.

ESANATOGLIA
ESANATOGLIA

L’antico borgo medievale si trova nell’entroterra marchigiano, sorvegliato dalle colline che lo sovrastano. Fa parte del circuito dei “Borghi più belli d'Italia”, con la sua forma allungata (in passato era chiamata anche “città filetta”) e il bel centro storico racchiuso ancora oggi dalle mura castellane lambite dal fiume Esino. Lungo il corso principale si sale dal fondovalle in cima al colle (450 m.) dove svetta il campanile della Pieve romanica di Santa Anatolia, costruita alla fine del XII secolo nel luogo dove venne sepolta la martire. Esanatoglia è un borgo ancora poco conosciuto ai turisti nonostante i suoi campanili, la Torre di Sant’Andrea, gli edifici di origine medievale o rinascimentale, la fornace quattrocentesca, le viuzze acciottolate, i rioni. Il toponimo è la combinazione di Aesa e Anatolia, dato da uno storico nel 1862 per rimpiazzare il nome di Santa Anatolia con cui era chiamato il castrum medievale.

EREMO DI SAN SILVESTRO
EREMO DI SAN SILVESTRO

Fu fondato da San Silvestro Guzzolini nel 1231, in prossimità della sorgente fonte Vembrici, come sede del nuovo ordine monastico da lui costituito. L’eremo fu abbandonato un secolo dopo, ma a metà del 1400 tornò nuovamente a splendere grazie ad importanti lavori di restauro, venendo ulteriormente migliorato ed ampliato nel Seicento e nel Settecento, periodo al quale è riconducibile l’aspetto attuale. L'eremo è occupato da monaci e si caratterizza per la presenza di un efficiente laboratorio di restauro del libro antico, una grande biblioteca storica, l’archivio storico della Congregazione Silvestrina e una foresteria.

FABRIANO
FABRIANO

Importante polo industriale, la città è famosa nel mondo per la produzione della carta e per la filigranatura dei fogli, invenzione introdotta dai mastri cartai fabrianesi nella seconda metà del XIII secolo. Dal 2013 appartiene alla lista delle Città creative dell'UNESCO, nella categoria Artigianato e Arti popolari. Inserita in una vallata costellata da dolci colline e circondata da monti dell'Appennino umbro-marchigiano centrale e della dorsale marchigiana, Fabriano conserva diversi edifici storici di origine medievale, a partire dal Palazzo del Podestà, che sorge nella scenografica piazza centrale insieme al Palazzo del Comune, alla Fontana dello Sturinalto e al Loggiato San Francesco. La Cattedrale di San Venanzio è la chiesa madre, ricostruita agli inizi del ‘600.

CAMERINO
CAMERINO

Situata su un colle tra le valli dei fiumi Chienti e Potenza, chiusa dai Monti Sibillini e dal Monte San Vicino, questa antica città vanta un centro storico di impianto medievale pressoché inalterato, con nobili architetture di quella che fu la capitale del ducato dei Da Varano. Fulcro cittadino è Piazza Cavour, al centro della quale si trova la statua di Sisto V, delimitata da importanti edifici storici, come il Palazzo Ducale (ospita la celebre e antica Università), il rinascimentale Palazzo Arcivescovile (ospita il Museo Diocesano) e la Cattedrale. Di origine duecentesca è anche il Convento di San Domenico, dove sono ospitati la Pinacoteca, il Museo Civico Archeologico e il Museo di Scienze Naturali. Altre attrazioni da non perdere sono: l' ottocentesco Teatro Filippo Marchetti, la Chiesa barocca di San Filippo, la Chiesa di Santa Maria in Via e la Rocca del Borgia, fatta edificare da Cesare Borgia. Poco fuori le mura cittadine sorge la bella Basilica di San Venanzio, ricostruita in stile neoclassico.

PIORACO
PIORACO

Questo antico borgo medievale dell’entroterra maceratese si trova in una verde vallata ricca di corsi d’acqua. L’abitato è attraversato dal fiume Potenza con una serie di piccole rapide e intramezzato da ponti di legno, tra cui i resti del ponte Mormone di origine romanica. Il paese fu un importante centro di produzione della carta intorno al 1500, alla cui storia è oggi dedicato un Museo adiacente al vecchio quartiere di produzione. Pioraco ospita diverse chiese storiche, tra cui la Pieve di San Vittorino (del 1119) e la chiesa romanica di San Francesco (1327), rimaneggiata internamente in stile barocco. Interessante poco fuori l’abitato il sentiero “Li Vurgacci”, caratterizzato da una serie di mostri scolpiti nella roccia lungo un tratto suggestivo del fiume Potenza. Oltre all’acqua, Pioraco è ricco anche di grotte: tra queste quella di San Vittorino, il patrono della città che qui si ritirò nel VI sec. a vita ascetica.

LAGO DI POLVERINA
LAGO DI POLVERINA

Grande bacino artificiale di forma allungata, formato dallo sbarramento del fiume Chienti per scopi idroelettrici. Si trova alle porte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con una superficie di 66,60 ettari e una profondità media di 18-20 metri. E’ molto apprezzato dagli amanti della pesca sportiva per la sua ricchezza ittica e dai turisti per il bel panorama in cui è inserito. Il lago si trova all'interno dell'”Oasi di protezione faunistica di Polverina”, particolarmente importante per la protezione dell’avifauna, e lungo le sue sponde non mancano le passeggiate naturalistiche.

FIASTRA - Castello Magalotti e Chiesa di San Paolo
FIASTRA - Castello Magalotti e Chiesa di San Paolo

Durante il Medioevo Fiastra fu il centro geopolitico di una vasta area posta nell’alta valle del Fiastrone. Fu sede della signoria dei conti Magalotti, che qui possedevano uno dei propri castelli: l’antico Castrum (originario del IX secolo) aveva una superficie di 21mila mq, solide mura che correvano lungo tutto il perimetro, sette torri e un possente mastio a forma tondeggiante. In mezzo a quel poco che rimane oggi di questo antico complesso si trova ancora la Chiesa di San Paolo, un edificio romanico a tre navate fondato nel 515 e successivamente oggetto di diversi rifacimenti nei secoli che ne hanno però mantenuto l’aspetto originario. Ruderi del castello e chiesa sorgono su uno sperone montuoso sopra Fiastra, in posizione panoramica sulla valle e il lago omonimo.

SANTUARIO DI MACERETO
SANTUARIO DI MACERETO

Straordinario esempio di architettura rinascimentale nelle Marche, in passato luogo di presunti eventi miracolosi e per questo di diffusa devozione popolare. Il complesso religioso si trova ad un’altezza di 1000 metri nei pressi di Cupi, nell’omonimo altopiano, e fu realizzato nel 1529 al posto di una precedente chiesetta del ‘300. Oltre alla chiesa, in loco si trovano anche la Casa dei Pellegrini, la Casa del Corpo di Guardia ed il Palazzo delle Guaite. Il Santuario è a pianta ottagonale, a tre ingressi, con ricchi portali e capitelli. Di notevole pregio la conca absidale, che ospita una bellissima cappella con le opere cinquecentesche del pittore-scultore Simone de Magistris.

MONTE BOVE
MONTE BOVE

Importante massiccio situato nella parte centro-settentrionale della catena dei Monti Sibillini. Presenta due cime principali, la sud (2.169 metri) e la nord (2.112 metri). Molto interessanti i suoi versanti a nord, caratterizzati da grandi pareti rocciose, alte fino a 750 metri e formate da calcare di tipo dolomitico, meta abituale per gli amanti dell’arrampicata. Suggestiva la Val di Bove, chiusa ad est e nord dal monte, di origine glaciale e crivellata di doline

PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI
PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

Area protetta istituita nel 1993 a tutela della catena montuosa dei Monti Sibillini. Si estende su una superficie di circa 71.437 ettari, prevalentemente montagnosa, a cavallo tra Marche ed Umbria. I Monti Sibillini si ergono nel cuore dell’Italia, nel regno delle mitica Sibilla, e hanno nel Monte Vettore (2.476 m.) la cima più alta. Il Parco salvaguardia un ambiente suggestivo, caratterizzato da un’ampia biodiversità e da una straordinaria ricchezza di flora e fauna selvatica. Non mancano poi abbazie e centri storici medioevali, disseminati alle pendici del gruppo montuoso, che rendono questo territorio ancora più suggestivo.

CAMPI VECCHIO
CAMPI VECCHIO

Campi è una frazione di Norcia, completamente immersa nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e nel panorama della Val Castoriana. Il paese è diviso in due nuclei: Campi Basso (o Nuovo) e Campi Alto (o Vecchio). Campi Vecchio è un caratteristico borgo medievale arroccato sul pendio che si affaccia sulla Valle del Campiano. E’ circondato da una antica cinta muraria, di cui si intravedono ancora alcune tracce, come la trecentesca porta d’accesso meridionale, che si che si accorpa con la possente struttura edilizia della Chiesa di Sant`Andrea.

VALLE DI VISSO
VALLE DI VISSO

Un tempo importante via di comunicazione che portava a Norcia, la valle è oggi meta di escursioni e passeggiate tranquille tra i boschi e le dolci colline del suo territorio poco frequentato. Lungo la valle è possibile intravedere qualche lupo e nei numerosi torrenti cristallini che alimentano il fiume Nera anche qualche esemplare di trota Fario.

NORCIA
NORCIA

L’antica Nursia è il centro più suggestivo della Valnerina, casa natale di San Benedetto e borgo profondamente colpito nel corso dei secoli da numerosi eventi sismici che ne hanno spesso minato il ricco patrimonio storico-artistico. Norcia si trova nel punto di raccordo di due realtà paesaggistiche assai diverse: la Valnerina, scavata dal fiume Nera e dai suoi affluenti, caratterizzata da pendici montane scoscese ricoperte di vegetazione, e i Monti Sibillini, zona montuosa di origine tettonica caratterizzata da vette in grado di superare anche i 2000 metri di altezza. Per questo la città offre splendidi scenari naturali, soprattutto durante il periodo della Fioritura, quando l’altopiano di Castelluccio mostra il suo famoso spettacolo di colori. L’antico centro storico è delimitato da mura di cinta ancora intatte e presenta alcuni monumenti di notevole interesse, seppur molto danneggiati dai recenti terremoti. Intorno alla piazza centrale intitolata a San Benedetto (c’è anche una statua dedicata) ruota il fulcro artistico-monumentale del borgo, con i suoi edifici simbolo: la Basilica di San Benedetto (semi crollata dopo il sisma del 30 ottobre 2016), la Castellina (residenza fortificata del ‘500), il Palazzo Comunale (XIV secolo) e la Cattedrale di Santa Maria Argentea (gravemente colpita dagli ultimi terremoti). Danni profondi li hanno subiti anche altre due chiese importanti come quella di San Francesco e San Agostino.

MONTE VETTORE
MONTE VETTORE

Con i suoi 2.476 metri di altitudine è il rilievo montuoso più alto del massiccio dei Monti Sibillini, situato nell'Appennino umbro-marchigiano al confine tra Umbria e Marche. Per la sua conformazione e gli splendidi scenari naturali che offre, il monte è meta previlegiata di escursionisti. Sulla pendice nord, in una conca naturale a 1.941 metri di quota, si trova il Lago di Pilato, di grande interesse per naturalisti e biologi. Il Monte Vettore è attraversato da una fascia trasversale di ghiaia, detta la strada delle fate, nome derivante da un’antica leggenda popolare legata culto delle Sibille.

PIANI DI CASTELLUCCIO
PIANI DI CASTELLUCCIO

Ampio altopiano carsico creato dai lenti movimenti di distensione della crosta terrestre e dalla sedimentazione di detriti nel fondo di un antico lago ormai scomparso. Il bacino di Castelluccio (paese situato a nord della piana) è diviso in tre aree: il Pian Grande, dominato a est dalle imponenti pareti del Monte Vettore, il Pian Piccolo e il Pian Perduto. I Piani offrono uno dei paesaggi più suggestivi del Parco dei Sibillini, grazie all'azione della natura, ma anche al lavoro dell'uomo, che qui coltiva da centinaia di anni le famose lenticchie di Castelluccio. Imperdibile è la Fiorita, ossia il fenomeno di fioritura che colora il piano tra la fine di maggio e l'inizio di luglio.

ACCUMOLI
ACCUMOLI

E’ uno dei simboli più rappresentativi dei tanti borghi antichi colpiti gravemente dai recenti terremoti del Centro Italia. Il 24 agosto 2016, Accumoli è stato l’epicentro del sisma di magnitudo 6.0 che ha devastato le terre al confine tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, causando anche delle vittime. Il piccolo borgo, dalla storia secolare, oggi è un ammasso di macerie: il centro storico è stato quasi del tutto raso al suolo, ulteriormente spazzato via dalla seconda forte scossa del 30 ottobre 2016. E’ rimasto in piedi solo qualche edificio storico e la Torre Civica, “salvata” da un’armatura di legno e acciaio che la sostiene. Importante luogo di confine tra ben quattro regioni, Accumoli un tempo era cinto da mura munite di torri e 4 porte e, data l'altitudine (855 m.slm), è sempre stato immerso in una cornice naturalistica di grande fascino, non ancora raggiunta dal turismo di massa.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Fabriano

Partenza: Fabriano

Comune di arrivo: Accumoli

Arrivo: Accumoli

Lunghezza(km.): 180

Disciplina: MTB

Tipologia itinerario: Mezza giornata