Tour dei Due Mari, il Salento in city bike - MULTITAPPA

Un bike tour immersi nella natura, i colori e i profumi del Salento.

Una pedalata alla scoperta del “Tacco dello Stivale”, laddove il mare Adriatico incontra lo Ionio, percorrendo in tre tappe l’intera strada costiera salentina: 126 km dai Laghi Alimini, a nord di Otranto, fino a Gallipoli, attraverso paesaggi tipici di questo angolo di terra pugliese, ricca di bellezze naturali e storiche. 

Tappe

Tour dei Due Mari: il Salento in City Bike - Tappa #1
Tour dei Due Mari: il Salento in City Bike - Tappa #1

Un bike tour immersi nella natura, i colori e i profumi del Salento. Una pedalata alla scoperta del “Tacco dello Stivale”, laddove il mare Adriatico incontra lo Ionio, percorrendo in tre tappe l’intera strada costiera salentina: 126 km dai...

Tour dei Due Mari: il Salento in City Bike - Tappa #2
Tour dei Due Mari: il Salento in City Bike - Tappa #2

Un bike tour immersi nella natura, i colori e i profumi del Salento. Una pedalata alla scoperta del “Tacco dello Stivale”, laddove il mare Adriatico incontra lo Ionio, percorrendo in tre tappe l’intera strada costiera salentina: 126 km dai...

Tour dei Due Mari: il Salento in City Bike - Tappa #3
Tour dei Due Mari: il Salento in City Bike - Tappa #3

Un bike tour immersi nella natura, i colori e i profumi del Salento. Una pedalata alla scoperta del “Tacco dello Stivale”, laddove il mare Adriatico incontra lo Ionio, percorrendo in tre tappe l’intera strada costiera salentina: 126 km dai...

Punti d'interesse

OTRANTO - Il Castello
OTRANTO - Il Castello

Il castello di Otranto è la fortezza medievale dell'omonima città pugliese. Forma un unico apparato difensivo con la cinta muraria della cittadina. Ricostruito più volte nel corso dei secoli, il suo aspetto attuale lo si deve ai Viceré spagnoli, che ne fecero un vero e proprio capolavoro di architettura militare. Oggi è un museo aperto al pubblico, restaurato e visitabile. Curiosità: la fortezza 'prestò' il suo nome al primo romanzo gotico della storia, "Il castello di Otranto", di Horace Walpole (1764).

OTRANTO - La Cattedrale
OTRANTO - La Cattedrale

Intitolata a Santa Maria Annunziata, la Cattedrale fu edificata sotto la dominazione normanna e ultimata nel XII secolo. Sorge sui resti di un villaggio messapico, di una domus romana e di un tempio paleocristiano, ed è il più importante luogo di culto cattolico della città. Fortemente rimaneggiata in seguito alle devastazioni turche di fine ‘400, la Chiesa conserva all'interno un capolavoro dell'arte musiva medievale: un enorme mosaico pavimentale, completato nel 1165, che rappresenta un maestoso Albero della Vita con temi tratti dall'Antico Testamento, dai vangeli apocrifi, dai cicli cavallereschi e dal bestiario medievale. Nella Cattedrale sono inoltre conservate le reliquie dei Santi martiri di Otranto.

SANTA CESAREA TERME
SANTA CESAREA TERME

Situato all'imbocco del Canale d'Otranto, è uno dei centri a maggiore vocazione turistica del Salento, in quanto importante stazione idrotermale. Santa Cesarea Terme è infatti situata su un lungo tratto di costa interessato dal fenomeno delle sorgenti termali: le acque clorurate, solfuree e iodiche sgorgano a temperature variabili in quattro grotte naturali comunicanti con il mare, denominate: Gattulla, Fetida, Sulfurea e Solfatara.

LAGHI ALIMINI
LAGHI ALIMINI

Sono due caratteristici laghi salentini, situati poco a nord della città di Otranto. Collegati tra loro da un canale denominato Lu Strittu, sono un’oasi protetta ricca di vegetazione e habitat naturale per numerosi animali, soprattutto avifauna. Il maggiore dei due laghi, Alimini Grande, è stato generato dalla continua erosione del mare, e si estende per circa 2,5 km con una profondità di circa 4 metri. Alimini Piccolo, invece, si è formato grazie alle sorgenti di acqua dolce ed è chiamato anche Fontanelle. Si estende per circa 2 km e la sua profondità non supera il metro e mezzo.

PORTO BADISCO
PORTO BADISCO

Nota località balneare della costa orientale salentina, famosa per la tradizione culinaria dei ricci marini. Di importanza storica è la Grotta dei Cervi, il complesso pittorico neolitico più imponente d'Europa. I pittogrammi, in guano di pipistrello e ocra rossa, raffigurano forme geometriche, umane e animali, che risalgono all'epoca neolitica, tra il 4.000 ed il 3.000 a.C. La grotta è caratterizzata da numerosi anfratti e calette di rara bellezza.

TORRI COSTIERE DEL SALENTO
TORRI COSTIERE DEL SALENTO

Costruite nel XVI secolo, le torri furono volute da Carlo V per la difesa del territorio salentino dalle insidie provenienti dal mare. I regnanti del tempo fortificavano le città e i castelli e proteggevano le coste con una serie ininterrotta di torri di avvistamento, per formare una ‘linea’ in grado di comunicare eventuali allarmi. Nell’area adriatica del litorale salentino che da Otranto arriva a Tricase ce ne sono diverse. In particolare: il faro della Palascia (che ha sostituito l’antica torre di Capo d'Otranto, il punto più orientale d'Italia), Torre Sant’Emiliano, Torre Badisco, Torre Minervino, Torre Specchio di Guardia, Torre Miggiano, Torre Lupo (una delle più antiche dell’intero Salento) e Torre del Sasso.

GROTTA ROMANELLI
GROTTA ROMANELLI

Scoperta agli inizi del 1900 da Paolo Emilio Stasi, è una delle grotte naturali della costa salentina più interessanti nella storia degli studi preistorici. Con la sua scoperta è stata infatti definitivamente accertata la presenza del Paleolitico superiore in Italia: i ritrovamenti al suo interno evidenziano infatti la presenza dell’uomo in quell’epoca. Con la sua successione di strati, ricchi di reperti, di terreni rossi e bruni di origine eolica, la grotta ha una lunghezza di 35 metri e vi si accede più comodamente dal mare. E’ situata nei pressi di Castro.

GROTTA ZINZULUSA
GROTTA ZINZULUSA

La denominazione di questa bellissima grotta naturale costiera deriva dal termine dialettale "zinzuli", stracci, ed è dovuta alle formazioni carsiche, in particolare stalattiti, che pendono dal soffitto come fossero stracci appesi. Fu il vescovo di Castro, Antonio Francesco del Duca, nel 1793, a scoprirla. Tuttavia, i primi studi iniziarono solo 150 anni dopo, nel 1950, e la grotta fu aperta al pubblico nel 1957. La grotta, formatasi per erosione marina, è idealmente divisibile in tre zone (ingresso, cripta e fondo), ed è caratterizzata da acque sia marine che dolci sorgive, limpidissime. E’ importante anche dal punto di vista faunistico: ospita infatti un’inusuale diversità biologica, con anche specie endemiche uniche.

SANTA MARIA DI LEUCA
SANTA MARIA DI LEUCA

Selvaggia e caratterizzata da scogli irti, promontori sul mare e natura incontaminata, Marina di Leuca è compresa tra Punta Ristola ad ovest, estremo lembo meridionale del Salento, e Punta Mèliso ad est. Il paese è un centro balneare e peschereccio che sorge in una magica posizione, dove da sempre si crede che il Mare Adriatico e il Mar Ionio si incontrino. ‘Perla’ dell'estremo lembo d’Italia, si adagia in un tratto di costa alternato da scogliere e piccole calette di sabbia. Le numerose grotte sono di grande interesse storico e naturalistico e i fondali marini sono un vero e proprio paradiso per il turismo subacqueo. Il nome di “Santa Maria di Leuca”, secondo la tradizione, fu voluto nientemeno che da San Pietro, sbarcato qui per cominciare la sua opera di evangelizzazione, mentre “De finibus terrae”, l’altro epiteto con cui si è soliti indicare la zona di Leuca, è di origine romana e sottolinea come l’area sia la più meridionale del territorio. Tra le bellezze del paese meritano una visita il settecentesco Santuario di Santa Maria De Finibus Terrae, che affonda le sue radici ai primordi del cristianesimo (sorge là dove c’era stato il tempio dedicato alla dea Minerva), le ville ottocentesche costruite secondo vari stili, il porto turistico, il faro di Punta Méliso (alto quasi 50 metri) e la Torre dell’Omo Morto, una delle tante torri d’avvistamento che caratterizzano la fascia costiera salentina e che prende il nome da alcune ossa umane ritrovate al suo interno.

BAIA DEL CIOLO
BAIA DEL CIOLO

Rinomata insenatura nei pressi di Gagliano del Capo, la Baia o Canale del Ciolo è una sorta di ‘fiordo’ in versione salentina. L’erosione dell’acqua ha creato questa gola, che si presenta come un profondo canyon, delimitato da alte e ripide pareti calcaree ricche di grotte, che creano una piccola spiaggia ghiaiosa e una stretta insenatura. Il nome “Ciolo” deriva dalle gazze ladre, dette Giole o Ciole nel dialetto salentino, che abitavano il canale. Il fiordo è attraversato da un ponte, sospeso a 36 metri di altezza, dal quale si può ammirare un panorama mozzafiato a picco sul mare.

PUNTA RISTOLA
PUNTA RISTOLA

E’ la parte più estrema del Salento. Dal punto di vista geografico ha un’importanza straordinaria perché si trova nella parte terminale del golfo di Taranto e per la navigazione è un punto di orientamento per entrare nel Canale d’Otranto. L’intera area ha rilevanza anche per la storia di Santa Maria di Leuca perché è sede di una zona ricca di eventi legati alla vita dell’uomo primitivo e della sua evoluzione culturale. Presso Punta Ristola si trova la Grotta del Diavolo, accessibile sia dal mare che da terra attraverso un’apertura alta circa quattro metri e larga due. Il nome deriva dalla fantasia popolare che attribuiva ai diavoli i cupi rimbombi che scaturivano dall’interno della grotta. Curiosità: poco fuori Punta Ristola, a 85 metri sotto il livello del mare, giace lo scafo del sommergibile oceanico italiano Pietro Micca, affondato durante la Seconda Guerra Mondiale

PARCO REGIONALE COSTA OTRANTO-S. MARIA LEUCA-BOSCO TRICASE
PARCO REGIONALE COSTA OTRANTO-S. MARIA LEUCA-BOSCO TRICASE

E’ stato istituito nel 2006 dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali. Con oltre 50 km di costa e 3200 ettari di territorio, è il più grande dei parchi regionali della provincia di Lecce. Un’area protetta che comprende alcune delle località turistiche più rinomate del Salento, a tutela di una natura unica e dal paesaggio mozzafiato. Dal punto più orientale d’Italia (Punta Palascia) a quello più meridionale (Leuca), tra oliveti terrazzati, falesie a picco sul mare, insenature, pascoli, pinete, piccoli boschi, muretti a secco e profondi canaloni scavati dall’acqua. Dove il mare Adriatico incontra lo Ionio.

FELLINE
FELLINE

Il borgo ha origini molto antiche. L’area fu abitata sicuramente già in epoca preistorica, dal momento che nei dintorni sono stati rinvenuti alcuni menhir, mentre con ogni probabilità il centro abitato nacque attorno al III secolo a.C. in epoca romana. Il centro storico del paese è molto caratteristico e si estende all'interno di mura medievali, delle quali oggi rimangono solo brevi tratti. Il borgo è caratterizzato da un dedalo di piccole e strette stradine, sulle quali si affacciano antiche case a corte con balconi e finestre rinascimentali e molti palazzi nobiliari. ‘Perla’ del paese è l’Abbazia della Madonna dell’Alto, che sorge circondata da boscaglie e grandi distese di macchia mediterranea.

GALLIPOLI - La città vecchia
GALLIPOLI - La città vecchia

Nota anche come la “Perla dello Ionio”, Gallipoli si protende nel mare della costa occidentale salentina. E’ divisa in due parti: la città vecchia, posta su un'isola calcarea collegata alla terraferma con un ponte seicentesco, e il borgo, che accoglie la parte più moderna della città. Il centro storico è ricco di monumenti e chiese, circondato da mura del XIV secolo, ammodernate nel Cinquecento in epoca spagnola, torri e bastioni. Di grande interesse storico è il castello bizantino, rimaneggiato nel corso dei secoli da Angioini e Aragonesi, la Fontana Greca, che si ritiene essere la più antica d'Italia (III secolo a.C.) e le numerose chiese espressioni del barocco salentino, in particolare: la Basilica di Sant’Agata, Santa Maria della Purità, la Chiesa di San Francesco d’Assisi e il Santuario di Santa Maria del Canneto.

ISOLA DI SANT’ANDREA
ISOLA DI SANT’ANDREA

Piccola isola pianeggiante di 50 ettari che dista poco più di un miglio dal centro storico di Gallipoli. Oggi completamente disabitata, l’isola rappresenta un patrimonio unico dal punto di vista naturalistico. L'area marina protetta è infatti interessata da habitat particolarmente sensibili, tappa dei percorsi migratori dell'avifauna e luogo botanico di elevato valore scientifico. Rappresenta l'unico sito di nidificazione nel versante ionico ed adriatico d'Italia della specie di gabbiano corso.

PARCO NATURALE “ISOLA DI S.ANDREA - LITORALE DI PUNTA PIZZO”
PARCO NATURALE “ISOLA DI S.ANDREA - LITORALE DI PUNTA PIZZO”

Area protetta del litorale ionico salentino, istituita nel 2006, che si estende nell'arco della Baia di Gallipoli, da Punta Pizzo fino alla foce del canale dei Samari, comprendendo anche la zona umida denominata Li Foggi e l'Isola di S.Andrea, antistante la città vecchia di Gallipoli. Il Parco tutela un territorio particolarmente vario, un interessante mosaico ambientale composto da spiaggia, macchia mediterranea, ambienti umidi e acquitrinosi. Questa varietà di habitat si traduce nella presenza di diverse specie di flora e fauna, soprattutto avifauna acquatica. Nelle aree umide del canale di Li Foggi è possibile osservare il Cavaliere d’Italia, così come sull’Isola di Sant’Andrea nidifica la rara specie del gabbiano corso. Il Parco è anche meta degli amanti delle attività outdoor: al suo interno è possibile infatti intraprendere diversi percorsi, a piedi, a cavallo o in bicicletta.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Otranto

Partenza: Laghi Alimini

Comune di arrivo: Gallipoli

Arrivo: Gallipoli

Lunghezza(km.): 126

Disciplina: Strada

Tipologia itinerario: Vie brevi - Mezza giornata

Periodo consigliato:

Comuni attraversati

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