Tour dei Due Mari: il Salento in City Bike - Tappa #2

Un bike tour immersi nella natura, i colori e i profumi del Salento.

Una pedalata alla scoperta del “Tacco dello Stivale”, laddove il mare Adriatico incontra lo Ionio, percorrendo in tre tappe l’intera strada costiera salentina: 126 km dai Laghi Alimini, a nord di Otranto, fino a Gallipoli, attraverso paesaggi tipici di questo angolo di terra pugliese, ricca di bellezze naturali e storiche.  

2° TAPPA: Tricase - Santa Maria di Leuca (18 km)

Lasciato il porto di Tricase, si prosegue pedalando verso sud sulla strada provinciale, immersi nella natura e nei profumi del Parco Naturale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca.

Il percorso che conduce all’estremo meridionale del Salento passa attraverso un territorio incontaminato, dove cale, grotte marine, falesie e antiche torri d’avvistamento sono cartoline magnifiche di questo angolo di Puglia.

Si pedala attraverso il rione di Marina Serra, si incontrano lungo il percorso diverse torri costiere, passando per Marina di Novaglie, fino alla famosa Baia del Ciolo e al suo panorama mozzafiato. Scivolando verso sud, si raggiunge infine Santa Maria di Leuca: pedalando sul Lungomare Colombo si ferma la bicicletta a Punta Ristola, l’estremo lembo meridionale del “Tacco d’Italia”.

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parco regionale costa otranto-s.maria leuca Baia del Ciolo Santa Maria di Leuca Santuario Torre dell'Omo Morto

Punti d'interesse

SANTA MARIA DI LEUCA
SANTA MARIA DI LEUCA

Selvaggia e caratterizzata da scogli irti, promontori sul mare e natura incontaminata, Marina di Leuca è compresa tra Punta Ristola ad ovest, estremo lembo meridionale del Salento, e Punta Mèliso ad est. Il paese è un centro balneare e peschereccio che sorge in una magica posizione, dove da sempre si crede che il Mare Adriatico e il Mar Ionio si incontrino. ‘Perla’ dell'estremo lembo d’Italia, si adagia in un tratto di costa alternato da scogliere e piccole calette di sabbia. Le numerose grotte sono di grande interesse storico e naturalistico e i fondali marini sono un vero e proprio paradiso per il turismo subacqueo. Il nome di “Santa Maria di Leuca”, secondo la tradizione, fu voluto nientemeno che da San Pietro, sbarcato qui per cominciare la sua opera di evangelizzazione, mentre “De finibus terrae”, l’altro epiteto con cui si è soliti indicare la zona di Leuca, è di origine romana e sottolinea come l’area sia la più meridionale del territorio. Tra le bellezze del paese meritano una visita il settecentesco Santuario di Santa Maria De Finibus Terrae, che affonda le sue radici ai primordi del cristianesimo (sorge là dove c’era stato il tempio dedicato alla dea Minerva), le ville ottocentesche costruite secondo vari stili, il porto turistico, il faro di Punta Méliso (alto quasi 50 metri) e la Torre dell’Omo Morto, una delle tante torri d’avvistamento che caratterizzano la fascia costiera salentina e che prende il nome da alcune ossa umane ritrovate al suo interno.

BAIA DEL CIOLO
BAIA DEL CIOLO

Rinomata insenatura nei pressi di Gagliano del Capo, la Baia o Canale del Ciolo è una sorta di ‘fiordo’ in versione salentina. L’erosione dell’acqua ha creato questa gola, che si presenta come un profondo canyon, delimitato da alte e ripide pareti calcaree ricche di grotte, che creano una piccola spiaggia ghiaiosa e una stretta insenatura. Il nome “Ciolo” deriva dalle gazze ladre, dette Giole o Ciole nel dialetto salentino, che abitavano il canale. Il fiordo è attraversato da un ponte, sospeso a 36 metri di altezza, dal quale si può ammirare un panorama mozzafiato a picco sul mare.

PUNTA RISTOLA
PUNTA RISTOLA

E’ la parte più estrema del Salento. Dal punto di vista geografico ha un’importanza straordinaria perché si trova nella parte terminale del golfo di Taranto e per la navigazione è un punto di orientamento per entrare nel Canale d’Otranto. L’intera area ha rilevanza anche per la storia di Santa Maria di Leuca perché è sede di una zona ricca di eventi legati alla vita dell’uomo primitivo e della sua evoluzione culturale. Presso Punta Ristola si trova la Grotta del Diavolo, accessibile sia dal mare che da terra attraverso un’apertura alta circa quattro metri e larga due. Il nome deriva dalla fantasia popolare che attribuiva ai diavoli i cupi rimbombi che scaturivano dall’interno della grotta. Curiosità: poco fuori Punta Ristola, a 85 metri sotto il livello del mare, giace lo scafo del sommergibile oceanico italiano Pietro Micca, affondato durante la Seconda Guerra Mondiale

PARCO REGIONALE COSTA OTRANTO-S. MARIA LEUCA-BOSCO TRICASE
PARCO REGIONALE COSTA OTRANTO-S. MARIA LEUCA-BOSCO TRICASE

E’ stato istituito nel 2006 dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali. Con oltre 50 km di costa e 3200 ettari di territorio, è il più grande dei parchi regionali della provincia di Lecce. Un’area protetta che comprende alcune delle località turistiche più rinomate del Salento, a tutela di una natura unica e dal paesaggio mozzafiato. Dal punto più orientale d’Italia (Punta Palascia) a quello più meridionale (Leuca), tra oliveti terrazzati, falesie a picco sul mare, insenature, pascoli, pinete, piccoli boschi, muretti a secco e profondi canaloni scavati dall’acqua. Dove il mare Adriatico incontra lo Ionio.

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Dati tecnici

Comune di partenza: Tricase

Partenza: Tricase

Comune di arrivo: Morciano di Leuca

Arrivo: Leuca

Lunghezza(km.): 18

Difficoltà: Facile

Disciplina: Cicloturismo

Tipologia itinerario: Mezza giornata

Dislivello in salita (m): 317

Dislivello in discesa (m): 380

Punto più alto (m): 124

Punto più basso (m): 3

Durata (h): 2