Nova Levante

Comune di montagna di origine antica, rinomata stazione di soggiorno, la cui economia è sostenuta anche da agricoltura, industria e commercio. La comunità dei novalevantini o Welschnofner, a maggioranza demografica tedesca, con un indice di vecchiaia nella media, risiede prevalentemente nel capoluogo comunale, mentre la restante parte si trova in case sparse e nella località di Carezza. Vi sono molti segnali di una forte espansione edilizia: le case di recente costruzione affiancano, per lo più, la strada che porta al passo di Carezza e al lago omonimo, dal fascino delicato, quasi fiabesco. Il territorio comunale, con variazioni altimetriche molto accentuate, include parte (ma non le cime) del Latemar e del Catinaccio. L’abitato si trova in zona pianeggiante; tutt’intorno si distribuiscono antichi masi.

Storia

È comune autonomo da quando, nel 1869, si staccò da quello di Cornedo-Karneid. L’etimologia fa derivare il toponimo dal neolatino NOVA, cioè ‘terreno messo da poco a coltura’. L’attributo di “levante”, che la oppone a Nova Ponente, fa riferimento alla posizione a est. “Welsch”, del toponimo tedesco, ha il significato di ‘neolatino’, ‘italiano’. La prima citazione, “noue”, che risale al 1142, si trova in un manoscritto custodito nell’abbazia di Novacella, vicino a Bressanone. Nel 1175 è già “Nova”. L’insediamento divenne stabile con la romanizzazione prima e il feudalesimo poi; nel medioevo dipese dall’abbazia di Novacella e fu inclusa nella parrocchia di Fiè allo Sciliar-Völs am Schlern fino all’inizio del XIX secolo. Insieme a Collepietra-Steinegg, San Valentino in Campo-Gummer e Cornedo-Karneid, tutte località dell’odierno comune di Cornedo all’Isarco-Karneid, formava la giurisdizione di Cornedo, di cui era signore il principe del Tirolo. A confine tra i due vescovadi di Trento e Bressanone-Brixen, rientrava nella sfera d’azione di quest’ultimo. Il XIX secolo ha rappresentato un periodo di grandi cambiamenti: il comune, inteso come unità amministrativa, sostituì la vecchia giurisdizione; nel 1860 la strada dolomitica per la Val d’Ega aprì al turismo il comune e la località di Carezza, nella scia della scoperta delle Dolomiti. Durante la prima guerra mondiale subì numerosi danni; dopo l’annessione all’Italia, solo faticosamente ricominciò a vivere, non certo aiutata dal fascismo, allora al potere. La seconda guerra mondiale arrivò con il suo carico di distruzione ma dal boom in poi la crescita fu rapida. Da un punto di vista storico e architettonico è interessante la cosiddetta chiesa della peste, dedicata a S. Sebastiano e S. Rocco, un piccolo edificio molto antico, risalente al medioevo, con una cappella coperta da scandole. Venne edificata molto probabilmente dopo l’epidemia di peste del 1635 e inaugurata nel 1665.

Come arrivare

AUTO: È attraversata dalla strada statale n. 241 di Val D’Ega e Passo di Costa Lunga, che a nord-ovest arriva a Bolzano-Bozen e verso est si immette sulla strada statale n. 48 delle Dolomiti. L’autostrada A22 Brennero-Modena è accessibile dal casello di Bolzano nord, a 19 km. TRENO: La più vicina stazione ferroviaria dista 20 km e appartiene alla linea Verona-Brennero. AEREO: L’aeroporto internazionale di riferimento è a 128 km, quello per i voli di linea intercontinentali, di Milano/Malpensa, a 335 e quello di Verona/Villafranca a 177 km

Percorsi

Carezza "la Perla delle Dolomiti"

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Nazione: IT

Regione: Trentino-Alto Adige

Provincia: Bolzano

Indirizzo: Via Roma, 41

Telefono: +39 0471613114

Fax: +39 0471613285

Altitudine (min/max): 850/2842

Superfice (Kmq): 50.84

Popolazione: 1910

Nome abitanti: novalevantini

Densità (ab. per Kmq): 38

Frazioni:

Comuni limitrofi: Cornedo all'Isarco, Moena (TN), Nova Ponente, Pozza di Fassa (TN), Predazzo (TN), Tires, Vigo di Fassa (TN)

Classe climatica: F

Classe sismica: 1

Santo patrono: Sant'Albuino

Giorno festivo: prima domenica di febbraio