Andalo

Comune di montagna di origini medievali è oggi un frequentato centro turistico. La maggior parte degli andalesi o anderlesi, che presentano un indice di vecchiaia nella media, risiede nel capoluogo comunale cui si affiancano poche case sparse sui fondi. L’abitato in epoca medievale era organizzato in tredici raggruppamenti di case, i cosiddetti masi, sorti in corrispondenza dei diversi appezzamenti di terreno e di cui sopravvivono ancora alcuni esemplari. Il forte sviluppo delle attività turistiche ha innescato un processo di espansione edilizia che ha oggi portato ad una loro fusione in un compatto tessuto abitativo in cui convivono antico e moderno. Il clima è temperato e fresco in estate, tipico delle regioni dolomitiche, mentre d’inverno le temperature si abbassano considerevolmente, favorendo l’innevazione delle cime circostanti. Il territorio è caratterizzato da forti escursioni altimetriche, che rendono il suo profilo geometrico notevolmente irregolare, come adagiato su un manto erboso che corre fino ai fitti boschi, alle pendici dei monti circostanti, alternandosi a zone sapientemente coltivate dall’uomo. L’abitato si estende su una vasta sella, che degrada a occidente verso il lago di Àndalo.

Storia

Il toponimo ha un’etimologia di difficile ricostruzione: alcuni suggeriscono una derivazione dal nome personale longobardo Andilo, a sua volta da Ando; altri, invece, da un’ipotetica base prelatina “anda”, da “ganda” con caduta della gutturale, molto diffusa in toponomastica, ora con il significato di ‘scoscendimento coperto di sassi’, ora di ‘terreno incolto’. Le attestazioni più antiche sono: “Andalo”, del 1251, “Andale” del 1254 e “de Andalo” del 1306. Feudo dei conti di Flavon fino al XIV secolo, passò poi sotto il controllo dei conti del Tirolo, quindi dei Del Monte nel 1651 e infine dei Saracini nel 1681. Nel 1623 si diede una Carta di Regole. Fu coinvolta in un lungo conflitto con gli abitanti di Pedegaza per il controllo degli alpeggi del Monte Gaza. Del XVI secolo è la chiesetta di S. Rocco, con un piccolo campanile a vela e un singolare altare in legno; del 1783, invece, la chiesa parrocchiale dei Santi Vincenzo, Modesto e Crescenzio, costruita presso il Fovo, luogo in cui in passato, all’ombra di un faggio, la comunità si riuniva in assemblea. Qui sorge dal 1974 anche la nuova chiesa, al cui interno si trova un maestoso tabernacolo in bronzo.

Come arrivare

AUTO: è attraversata dalla strada statale n. 421 dei laghi di Molveno e Tenno e dista 21 km dal casello di San Michele all’Adige-Mezzocorona dell’autostrada A22 Brennero-Modena TRENO: 17 km dal più vicino scalo sulla linea ferroviaria Malè-Mezzocorona. AEREO: L’aeroporto più vicino e quello intercontinentale di Milano/Malpensa si trovano a 134 e 293 km, quello di Milano/Linate a 254.

Percorsi

Sciare ad Andalo/Molveno e Fai della Paganella

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Sulle piste di Cima della Paganella, tra panorami dolomitici

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Nazione: IT

Regione: Trentino-Alto Adige

Provincia: Trento

Indirizzo: Piazza Centrale

Telefono: +390461585824

Fax: +390461585310

Altitudine (min/max): 997/1900

Superfice (Kmq): 10.00

Popolazione: 1037

Nome abitanti: andalesi

Densità (ab. per Kmq): 106

Frazioni:

Comuni limitrofi: Cavedago, Fai della Paganella, Molveno, San Lorenzo in Banale, Terlago, Zambana

Classe climatica: F

Classe sismica: 1

Santo patrono: Santi Vito, Modesto e Crescenzio

Giorno festivo: 15 giugno