Caderzone

Comune di montagna, di antichissime origini, presenta una solida organizzazione economica basata prevalentemente sulle attività turistiche. La quasi totalità della comunità dei caderzonesi, con un indice di vecchiaia di poco superiore alla media, vive concentrata nel capoluogo comunale, eccezion fatta per le poche case sparse sui fondi. Il territorio, dal profilo geometrico molto irregolare, si distende nella piana del fiume Sarca e corre fino alle pendici del monte Spadalone, bagnato da numerose cascate e laghi alpini. L’abitato sorge su un’area pianeggiante adagiata tra i monti, verdeggianti di conifere, del massiccio dell’Adamello e della Presanella, circondato da prati aperti e pascoli.

Storia

L’etimo del toponimo, come suggerisce anche la sua forma dialettale Cadärción, sembrerebbe da ricercarsi nel latino QUADRA, costruito con i suffissi -ACEU e -ONE, con il significato di ‘divisione amministrativa della vicinia’, ma non si può escludere un’interpretazione “Ca’ d’Arzone”, riconducibile al nome longobardo Arizzo, a sua volta da Aro. La più antica attestazione risale al 1222, “de Caderzone”. Frequentate già nell’età del bronzo, queste zone, come del resto tutta la Val Rendena, furono profondamente romanizzate. Durante il medioevo dipese politicamente dal principato vescovile di Trento ma conservò sempre una discreta autonomia rispetto al controllo dei signori feudali, affidando a una Carta di Regola la definizione delle norme riguardanti la sua amministrazione. Agli inizi del 1300 risale l’unione a scopo difensivo con i conti Lodron che la coinvolsero in numerose guerre intestine. Nel 1560 il controllo del territorio passò nelle mani dei nobili Bertelli, chiamati “Eredi del giglio”. Dal 1928 al 1947 fu annessa al comune di Strembo. La chiesa parrocchiale con campanile, già ricordata nel 1361, è stata ricostruita nella metà del XIX secolo; al suo interno si possono ammirare decori degli inizi del 1900 e un tesoro composto da pezzi di inestimabile valore. Di grande interesse architettonico è il Palazzo Bertelli-Lodron –cui è annessa la cappella di Sant’Antonio– eretto nei pressi della sorgente dell’Acqua Forte da cui sgorga acqua solfato-calcicolitese. Ospita il Museo permanente della Malga, che conserva antichi attrezzi utilizzati per la lavorazione del latte e dei suoi derivati, a ricordo del lavoro che si svolgeva negli alpeggi delle Valli Giudicarie; è inoltre sede di mostre periodiche e convegni.

Come arrivare

AUTO: La strada statale n. 239 di Campiglio corre in prossimità dell’abitato, mentre ben più distante risulta il casello di Trento Centro dell’autostrada A22 Brennero-Modena, 56 km TRENO: altrettanto distante anche la stazione ferroviaria sulla linea Verona-Brennero, 56 km, capolinea della Trento-Venezia. AEREO: Il più vicino aeroporto si trova a 131 km, mentre quello di Milano/Malpensa, per i voli di linea intercontinentali, è a 224 e quello di Milano/Linate a 185.

Monumenti

Palazzo Bertelli (XVII secolo) Parrocchiale di San Biagio

Eventi

AGOSTO - Festa dell'Agricoltura

Percorsi

Circuito Dolomiti di Brenta Trek - MULTITAPPA

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<p><strong>Esperienza mozzafiato</strong> per tutti coloro che amano la montagna, la roccia verticale, praterie sconfinate e boschi misteriosi. Un itinerario emblematico di più giorni circumnavigando l'intero gruppo...

Nazione: IT

Regione: Trentino-Alto Adige

Provincia: Trento

Indirizzo: Via Regina Elena, 45

Telefono: +390465804214

Fax: +390465804848

Altitudine (min/max): 710/2396

Superfice (Kmq): 19.00

Popolazione: 679

Nome abitanti: caderzonesi

Densità (ab. per Kmq): 36

Frazioni:

Comuni limitrofi: Bocenago, Carisolo, Giustino, Massimeno, Pinzolo, Spiazzo, Strembo

Classe climatica: F

Classe sismica: 1

Santo patrono: San Biagio

Giorno festivo: 3 febbraio