Selva di Progno

Comune di montagna, dalle antiche origini, con un’economia di tipo agricolo e industriale. I selvaprognesi, che presentano un indice di vecchiaia superiore alla media, sono distribuiti tra numerosissime case sparse e varie località, delle quali, oltre al capoluogo comunale, che fa registrare la maggiore concentrazione demografica, le più popolose sono: Giazza, San Bortolo, Bernardi, Roncari, Roncari-Tebaldi e Venchi. Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con quote comprese tra i 473 e i 1.876 metri, e offre un panorama montano di indiscutibile fascino, con i suoi estesi pascoli, i suoi boschi secolari e gli interessanti itinerari escursionistici che permettono di raggiungere le vette più alte, dalle quali si apre un’incantevole visuale sulle vallate sottostanti. L’abitato mostra evidenti segni di espansione edilizia. Nello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, si raffigura, in campo azzurro, un albero di quercia, posto su un terrazzo erboso; la pianta è attraversata da una fascia ondata, d’argento.

Storia

Abitata già dai neandertaliani circa 100.000 anni fa, seguì le vicende storiche dei territori circostanti, che dopo la caduta dell’impero romano furono invasi da orde di barbari, subendo inevitabilmente grandi distruzioni. Le prime notizie certe risalgono comunque al Duecento, quando con altre zone della Lessinia vide arrivare dal Vicentino gruppi di lavoratori bavaresi, chiamati dal vescovo di Verona, Bartolomeo della Scala a dissodare e rendere coltivabili i terreni. I coloni bavaresi vi attuarono forme di autogoverno; la loro lingua (il cosiddetto cimbro) venne recepita dalle popolazioni del posto e ancora oggi se ne trova qualche retaggio nei dialetti locali. Entrata a far parte nel XIV secolo dei Tredici Comuni Veronesi, cioè di quelle autonome comunità miste bavaresi-indigene che ancora nel Settecento formavano il Vicariato della Montagna, agli inizi del XV secolo fu annessa alla repubblica di Venezia, di cui seguì le sorti fino alla sua caduta nel 1796, venendo successivamente invasa da Napoleone e dagli austriaci e passando, con tutto il Veneto, al Regno d’Italia nel 1866. La sua storia seguente non mostra avvenimenti di rilievo. Povera la presenza di monumenti: non vi sono infatti edifici di particolare pregio architettonico, fatta eccezione per la chiesa parrocchiale e alcune case risalenti al Seicento.

Come arrivare

AUTO: A 33 km dal casello di Verona Est dell’autostrada A4 Torino-Trieste, è raggiungibile anche percorrendo la strada statale n. 11 Padana Superiore, il cui tracciato si snoda a 25 chilometri dall’abitato. TRENO: La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Venezia-Milano, si trova a 26 km. AEREO: L’aeroporto di riferimento dista 53 km, mentre quello di Milano/Malpensa, di cui ci si serve per le linee intercontinentali dirette, è posto a 232 km.

Prodotti tipici

Tipica la gastonomia locale, come le Tagliatelle con fegatini in brodo oppure il Cotechino con pearà

Musei

Museo Etnografico dei Cimbri Museo dei Trombini di Lessinia

Percorsi

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Nazione: IT

Regione: Veneto

Provincia: Verona

Indirizzo: Via Trento, 18

Telefono: +39 0457847010

Fax: +39 0457847133

Altitudine (min/max): 473/1876

Superfice (Kmq): 41.00

Popolazione: 954

Nome abitanti: selvaprognesi

Densità (ab. per Kmq): 23

Frazioni: Campofontana, San Bortolo, Giazza

Comuni limitrofi: Ala (TN), Badia Calavena, Bosco Chiesanuova, Crespadoro (VI), Recoaro Terme (VI), Roverè Veronese, Velo Veronese, Vestenanova

Classe climatica: F

Classe sismica: 2

Santo patrono: Santa Maria Assunta

Giorno festivo: 15 agosto