Alta Lessinia: il sentiero dei contrabbandieri

Trekking sul Corno d'Aquilio, tra antiche caverne e abissi inesplorati

Il percorso copre un buon tratto di quello che un tempo, prima dello scoppio della Grande Guerra, era la via del contrabbando tra il Regno d'Italia e il Tirolo. Il Corno d'Aquilio, estrema propaggine occidentale dell'altopiano lessinico, con il suo ombroso e ripido versante nord, fa da perno per questo storico ma stretto sentiero che ne copre l'intera circonferenza.

Dal Passo di Rocca Pia (1.151 m.slm), dove sono ancora presenti resti di postazioni di confine, si scende gradualmente attraverso un fitto bosco di pini e larici che poi lasciano il posto, quasi improvvisamente, ad un’estesa macchia di betulle e abeti bianchi. Toccando il punto più basso del percorso si incontrano, attaccati alle pareti calcaree della vetta, parecchi agrifogli che sono arrivati quasi ad assumere il portamento di alberi.

La ripida salita avviene sempre seguendo il sentiero CAI 234. Di tanto in tanto si incontrano "poste del carbon", piazzole dove i contrabbandieri si fermavano per qualche minuto di sosta, e piccole caverne scavate naturalmente all'interno della montagna. Riguadagnando quota e uscendo dall'ombroso bosco si rifanno vivi i colori dei faggi e poco dopo i verdi pascoli.
Arrivati a Malga Fanta (1.496 m.slm) il paesaggio riassume quelle tipiche forme che caratterizzano l'Alta Lessinia e il sentiero arriva a sfiorare la storica e ancora interamente inesplorata Spluga della Preta, abisso molto celebre e celebrato da speleologi di varie generazioni.

Descrizione tecnica:
Il tratto da Tommasi a Rocca Pia è facile e ben tracciato. Scendendo si percorre un bosco in diagonale su sentiero che richiede concentrazione perché è pieno di rocce nascoste da fogliame. Può essere difficile orientarsi nel caso le foglie secche coprano del tutto la traccia. Essendo un sentiero esposto a Nord, è poco assolato e in autunno nel pomeriggio può mettere a disagio chi non ha molta esperienza.
La risalita avviene su breve distanza quindi è ripida e si snoda lungo il sentiero creato dai contrabbandieri, che in alcuni tratti ha parecchi tornanti ravvicinati. Scendendo da Malga Preta a Tommasi è necessario prestare attenzione al fondo.
Percorso sconsigliato in caso di cattivo tempo.

Consigli tecnici:
In estate basta avere calzature adeguate a terreni sassosi e a tratti scivolosi. Nelle altre stagioni è importante avere anche un abbigliamento adatto a repentini cambi di temperature. Nonostante le altitudini non siano di rilievo, le temperature in valle, nel punto più basso del percorso, possono essere severe.
Evitare di percorrere il sentiero col buio. La scorta d'acqua è necessaria perché non ci sono punti di rifornimento lungo il percorso. A Malga Fanta e Malga Preta è possibile mangiare qualcosa. Malga Preta è aperta al pubblico nei fine settimana e durante l'estate. A C.da Tommasi c'è un agriturismo che propone cibo locale e formaggi.

Dove parcheggiare
In Contrada Tommasi ci sono due ampi parcheggi.

Periodo consigliato:
Tutto l'anno. Evitare i mesi invernali se si è privi di ramponcini.

Punti d'interesse

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Dati tecnici

Comune di partenza: Sant'Anna d'Alfaedo

Partenza: Contrada Tommasi

Comune di arrivo: Sant'Anna d'Alfaedo

Arrivo: Contrada Tommasi

Lunghezza(km.): 9

Difficoltà: Escursionistico

Disciplina: Escursione

Tipologia itinerario: Mezza giornata

Dislivello in salita (m): 480

Dislivello in discesa (m): 480

Punto più alto (m): 1540

Punto più basso (m): 1178

Durata (h): 2

Link Utili

www.comune.santannadalfaedo.verona.it/web/santannaalfaedo www.lessinia.verona.it/web/comunitamontanalessinia/vivere

Comuni attraversati

Sant'Anna d'Alfaedo (VR)